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lunedì 29 agosto 2011

L'estate sta (quasi) finendo

Triora
Triora (IM)
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Triora
Con uno sguardo verso le montagne che sono dietro il crinale, spartiacque fra il mar Ligure e l'Adriatico

Triora
Sansone. Fortunato tu che hai un bel padrone. Incontrato appena arrivati.

Come ogni anno in questo periodo scrivo un post sul trapasso di stagione. Ma stavolta non mi viene, e sì che ho pure chiesto l'input ad altri, senza risultato purtroppo.

Sarà che la Natura è ancora verdissima, sarà che le vacanze ancora continuano, sarà quel che sarà.

Avrei potuto tenere un diario dei giorni passati e pubblicare parecchie foto interessanti, di Natura e di cibo e di umani, ma come ho già detto gli atomi hanno prevalso alla grande sui bit. Alla grande.

Sabato, ieri l'altro, sono andato con Gian Paolo a Triora, che per i turisti è il paese delle streghe ma per "noi" è molto altro. E' una gita annuale quasi obbligata, di un obbligo felice, anche perché la valle Argentina è chiusa lassù in alto dalle mie terre di mezzo che ho sempre nel cuore.

Ringrazio Gipo Claudie Sandro Erica per la calorosa e avvolgente accoglienza e i loro figli per l'amicizia.

Ecco com'era finita nel 2010, nel 2009, nel 2008, nel 2007.

Triora
A Cetta, frazione di Triora, formaggio dell'azienda agricola a conduzione familiare Massimo Lanzone messo a stagionare

Triora
Il mitico pane di Triora

Triora
Una porta di casa a Cetta


Triora
Triora negli anni Settanta del Novecento dopo una nevicata. Avevo chiamato queste terrazze, che per noi liguri sono le fasce, cattedrali della nostra terra, cantate da Giovanni Boine. Sono di più delle cattedrali. Sono di più, e dovete ammetterlo.
Foto di Marco Zurla


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venerdì 19 agosto 2011

Atomi e bit, riflessioni d'agosto

Sono giorni
questi
di atomi
non di bit
spinti all'angolo
nel monitor spento.
Atomi di cibo
irripetibile
(per dirne uno, ravioli con gli éngari)
di amiche e amici
ritrovati
e abbracciati
e baciati.
Atomi
di sole
e di luna
e di verde
e di acqua
e di vento.
Atomi
della vita che scorre
nel tempo liberato
e non costretto.
E mi chiedo se
l'altro tempo
quello regalato ai bit
sia tempo perso
e mi rispondo che no
perché i miei pensieri
raggiungono voi
che siete altri atomi
vivi,
ma certo che
la pelle
e gli occhi
e gli sguardi
e l'odore
sono ancora
fin qui
il sale.
La vacanza
continua.

sabato 13 agosto 2011

Odori di buono



Passando verso mezzogiorno e verso le sei sette di sera nelle viuzze dei paesini, che in Liguria sono i carugi, si sentono vari odori provenire dalle cucine, ed è anche un bel gioco indovinare cosa mai stiano preparando in quella e tal altra casa. Buoni odori di erbe aromatiche mescolati a fragranze di cibi per lo più a base vegetale, come è quasi tutta la cucina di questa regione.

Ieri sera, cucinato da Lara, abbiamo mangiato di gran gusto quello che vedete. Avanti, cos'è?

Aggiunta, 19 agosto
Sono fiori di zucca impanati. Così non li avevo mai mangiati, prima sempre con la pastella. QUI avevo pubblicato quelli ripieni al forno.

Fiori di zucca

mercoledì 10 agosto 2011

I sette vizi capitali

I sette vizi capitali
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L'altroieri sera assieme alla banda di amici siamo andati su su su ad Apricale per "I sette peccati capitali" messi in scena dal Teatro della Tosse di Genova. Ogni anno, per una decina di giorni, il paese e il castello a far da sfondo alle rappresentazioni. Siamo arrivati alla ventiduesima edizione.

Gran finale in piazza, come sempre, con tutti gli attori per l'applauso finale. Ma questa volta di più, col pubblico coinvolto. Tutti i vizi perdonati, perdio, ché si vive una volta sola. Solo uno condannato in maniera inappellabile: l'avarizia.

E poi la domanda, anche facile se volete con un bel ventaglio di scelta. Quale nuovo vizio capitale, figlio di questi nostri disgraziati tempi? Un diluvio di risposte dal pubblico.

Voi cosa direste?

I sette vizi capitali

venerdì 5 agosto 2011

Pomodori a Milano - Buone vacanze

Pomodori a Milano
Pomodori a Milano
Pomodori a Milano
Pomodori a Milano

Forse qualcuno di voi si ricorda di quel banano e della brutta fine che fece per il gelo. E così, al posto di quell'alberello completamente fuoriluogo, due mesi fa ho messo nello stesso posto quattro piantine di cuor di bue, che per me è la varietà di pomodori per eccellenza.

I risultati li vedete. Il fatto è che domani scenderò in Liguria e quindi di questi frutti non potrò usufruire più di quel tanto. Ma ho avvisato i vicini che rimangono qui anche il mese di agosto, e che avranno quindi la provvista a chilometri zero, che più zero di così non si può.

Per curiosità sono andato su Google Maps, e grande è stata la mia meraviglia quando ho visto la macchiolina verde scuro: in maniera inequivocabile sono questi pomodori.

Buone vacanze
carissimi



[ma non sarò completamente assente dalla rete]


mercoledì 3 agosto 2011

Il mare in salita - Rosella Postorino

La Riviera dei Fiori non assomiglia a niente, perché è un mondo pensato e vissuto in verticale.
Un corteo di paesi lungo una strada a picco sul mare, dove si vive in apnea aspettando l'estate. Una cascata di borghi aggrappati alle colline, stesi al sole come lucertole, in procinto di scivolare. Case addossate come squame di una pigna, grovigli di carugi, cattedrali di ulivi: per conquistare la cima non puoi avere fretta, devi imparare a respirare. La Riviera dei Fiori sembra l'Italia: ci sono il cemento, le alluvioni, la 'ndrangheta, l'emergenza rifiuti, i ghetti albanesi e nordafricani. Ma è più dell'Italia: è un racconto apocalittico, risorgimentale, un racconto della Resistenza, una fiaba.

Rosella PostorinoPer tutto l'inverno aspettavamo questo. Come se anche il mare si fosse messo il capotto, e anche lui attendesse di rispogliarsi. Come se anche il mare lo attendesse. Il momento esatto in cui dopo un anno, per la prima volta, ti togli di nuovo i vestiti e resti quasi nudo all'aperto, le gambe che sembrano uno spazio troppo vasto, e freddo, e opalescente, le clavicole che luccicano sotto il sole, la peluria del collo che s'indora, la pancia che subito si scalda, e scotta, l'odore di pelle che torna a respirare.

D'inverno lo controllavamo dal finestrino della corriera, la mattina mentre andavamo a scuola. Passavamo sull'Aurelia, una curva dopo l'altra a picco sul mare. Il mare c'era ancora. Di pomeriggio gli facevamo visita, i giubbotti chiusi fino al mento. Un patto che non avremmo mai tradito. Non si smette di pensare al mare, in nessuna stagione. Anche quella volta che fece la neve, e la spiaggia si imbiancò - io lo conoscevo il sapore della spiaggia, il sapore della sabbia, per gioco ce ne gettavamo pugni in bocca quando ci rotolavamo nella lotta sulla riva, io lo conosco quel sapore, la mia terra io l'ho masticata - quel giorno invece di andare a scuola, me ne andai al mare. Il bagnasciuga era immacolato. La battigia schiumava neve.



Il libro sarà presentato venerdì 5, dopodomani, ore 18, ad Apricale nel castello della Lucertola. Presente l'autrice, conducono Alberto Sismondini (Università di Coimbra) e Marco Cassini (storico locale).

Altra presentazione lunedì 8 agosto, ore 21.30, a Sanremo, piazza San Siro. Parleranno con l'autrice lo scrittore Marino Magliani e Loretta Marchi.




Rosella Postorino (1978) vive e lavora a Roma, ed è una giovane scrittrice emergente. Ha al suo attivo due romanzi che si sono imposti nel panorama letterario italiano tra i migliori di questi ultimi anni. La stanza di sopra (Neri Pozza 2007, selezionato al Premio Strega, vincitore del Premio Rapallo Carige Opera Prima) e L’estate che perdemmo Dio (Einaudi 2009, Premio Benedetto Croce, Premio speciale della giuria Cesare De Lollis).

Una scrittura originalissima e diretta, segnalata da critici e scrittori attenti ai nuovi talenti, premiata dal successo di pubblico e da riconoscimenti importanti.

Con lo stesso stile fluente Rosella Postorino ha scritto di recente questo nuovo libro dedicato ai luoghi della Liguria di Ponente che ben conosce perché sono quelli in cui ha vissuto l’infanzia e l’adolescenza, dove ha elaborato la sua visione del mondo, e che da alcuni anni ha lasciato per intraprendere altrove la sua vita adulta.

Il Mare in salita Da Sanremo a Dolcedo passando per i bricchi (editore Laterza) non è un libro di itinerari ma è la mappa geografica di formazione dell’autrice con la quale disegnare, attraverso la lente di ingrandimento dei suoi sentimenti, dei suoi ricordi e delle sue esperienze, un territorio già per sua natura cangiante e multiforme.

Rosella Postorino offre questa sua mappa come chiave di lettura del mondo ponentino, che propone di attraversare "in salita", a passo spedito, seguendo un percorso discontinuo e zizzagante che dilata il tempo e lo spazio: dal mare all’entroterra, dal centro alla periferia, attraverso un racconto di luoghi, memorie storiche, avvenimenti contemporanei, e vissuto personale.

E così facendo riesce a restituirci un’immagine del Ponente ligure forse tra le più vere mai descritte, così lontana dagli stereotipi patinati con i quali viene ancora presentata la Riviera dei fiori. Perché forse solo passando per i bricchi di questa Liguria appartata può essere colto lo spirito verticale del Ponente ligure che è il fascino più duraturo e intimo della nostra terra.

Loretta Marchi





Il mare in salita - Rosella Postorino


Rosella Postorino

Il mare in salita
Da Sanremo a Dolcedo passando per i bricchi

Editori Laterza

Francesca Piatti, la bella e brava Francesca, ha messo su youtube il video che aveva girato sulla performance del "Barone rampante", QUI. Appena è pronto inserirà anche il filmato sulla performance di Islabonita. Grazie grazie.


lunedì 1 agosto 2011

Scambio di mutande

Scambio di mutande per intimissimi
Milano, piazzale Loreto
Scattata un'ora fa
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Sarà che questo è il periodo della svagatezza, sarà che sono un po' gnucco, ma non mi ero accorto in questi giorni dell'«anomalia» di questo manifesto anche si ci sono passato davanti varie volte.

La fulminazione l'ho avuto stamani quando ho letto "intimissimi maschili". Come maschili? E dov'è questo maschio? E poi l'occhio mi è andato sulle mutande. Ma certo, la tipa s'è impossessata di quelle del suo tipo e se l'è infilate.

Aspetto adesso il rovescio della medaglia col relativo manifesto: lui con addosso le mutande di lei.

Potrà mai avvenire ciò?