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mercoledì 31 ottobre 2007

I cessi artistici di Oliviero Toscani

I bagni artistici di Oliviero Toscani
Dal calendario 2008

La rivolta contro la pubblicità, Parigi lancia la battaglia in Europa

Il consiglio comunale di Parigi voterà un nuovo regolamento che dovrebbe far sparire il 60 per cento della pubblicità che bombarda gli abitanti della capitale. E per dimostrare il suo spirito ecologista, il sindaco socialista Bertrand Delanoe, ha annunciato che non utilizzerà manifesti elettorali per l'imminente campagna elettorale, che dai noi son cose della luna, avete in mente? Alcuni quartieri saranno off-limits come Montmartre e così anche i ponti sulla Senna. In questi luoghi niente tabelloni.

Qui a Milano succede invece il contrario e la situazione sta degenerando. Ormai ci sono palazzi in posizioni strategiche che da anni sono fasciati da enormi pannelli (la scusa è che stanno rifacendo la facciata e il Comune non controlla o controlla ma, tre puntini). Vedremo quando sarà finita questa facciata, dato che ci passo davanti tutti i giorni e le pubblicità continuano a ruotare. Ma i casi più stridenti sono QUI QUI . QUI invece la situazione è peggiorata come potete vedere dalla foto sotto, ingranditela. La città è bella che plastificata.
Pubblicit&arave; davanti alla basilica di San Lorenzo a Milano
La basilica di San Lorenzo a Milano

martedì 30 ottobre 2007

Ma non mi chiamo "dog"

screenshot

Questo blog confusionario in inglese, che comunque ringrazio per aver citato un mio post, guardate un po' come ha storpiato il mio cognome, a cui tengo e su cui certe volte faccio anche autoironia tipo "Sì, sì, Cane, come bau bau, non Cané". Provate, se ne avete voglia, a tradurre in Italiano qualche cognome straniero. Comincio io, Vogel, molto diffuso in Germania, uccello.

lunedì 29 ottobre 2007

Mi chiamo Federica, ho 33 anni e per pagare il mutuo mi prostituisco

Pochi giorni fa il Giornale ha pubblicato una toccante lettera di una ragazza, Federica D. La lettera, d’accusa verso i sindacati e verso Diliberto, si concludeva così: “Sapete che lavoro sto facendo ora? La prostituta per poter pagare il mutuo! Ma questo i sindacati e Diliberto lo sanno? Se non lo sanno fateglielo sapere.”

Sembra l’ennesima prova di come i comunisti predichino bene e razzolino male. Non so se era questa l’intenzione della scrivente, però ho subito capito che per il Giornale avere una lettera così era la manna dal cielo, da pubblicare subito.
continua

Il sito del Governo costato cinquantotto milioni di euro chiude

Ve lo ricordate il sito del Governo. italia.it? Ne parlai QUI QUI e QUI. Andatevi a vedere questi post e da lì potete rendervi conto a che punto siamo ridotti. Adesso Francesco Rutelli con ironia che non fa per niente ridere chi non riesce a tirare la fine del mese dichiara: «Per il portale Italia.it adopero un termine calcistico: ho dato il triplice fischio finale». L'intervista su ItaliaOggi è QUI (pdf).

Ecco il conto finale
- 45 milioni (20 per realizzazione+promozione; 21 alle regioni per contenuti; 4 per contenuti “redazione nazionale”)
- 2,1 milioni (contributo dalle regioni del 10% su 21 milioni a loro destinati)
- 9 milioni (da fondi Ministero Ambiente)
- 2 milioni per promozione del portale
TOTALE: 58,1 milioni di euro
(cifre fornite dal Governo a questo blog)

Questa storia non è uno scandalo è un'infamia.

domenica 28 ottobre 2007

La coca è un dono di Dio

I narcos noi li arrestiamo. Quello che mi interessa difendere sono le coltivazioni legali. Combatto l'idea dell'estinzione forzata della pianta di coca, per noi è sacra, e un dono di Dio.
[...]
Facciamo così. Mandiamo il Vaticano a New York e le Nazioni Unite a Roma. Credo che convenga anche a voi italiani.
Evo Morales, presidente della Bolivia, che oggi è in visita in Italia. Da questa intervista.

Ogni giorno che passa questo presidente mi diventa sempre più simpatico.

Il libro dell'ignoranza

Il libro dell'ignoranza
Particolare della copertina

Ho tra le mani Il libro dell'ignoranza, Einaudi, che è da qualche giorno nelle librerie. Scritto da due giornalisti inglesi, John Lloyd e John Mitchinson, nel Regno Unito è stato un successo da 400.000 copie. È il tentativo di sfatare una serie di verità accettate da tutti e alcune ormai entrate nel linguaggio («fa lo struzzo», ma non è per niente vero che metta la testa sotto la sabbia). Non ci riuscirà, anche se le prove per smascherare le falsità sono inoppugnabili.

Stefano Bartezzaghi commenta:«Naturalmente non ha né la pretesa di riempire gli abissi della nostra ignoranza né quella - forse anche più ambiziosa - di svuotare il mare delle nostre credenze infondate, ma si propone innanzitutto di far sorgere qualche dubbio a proposito della nostra principale religione: la fede in ciò che abbiamo appreso in via indiretta, senza verifiche sperimentali e revisioni critiche.»

Sono in tutto 224 voci con molti riferimenti storici e scientifici.
Quale musica incanta di più i serpenti?
Non gliene importa niente, per loro è tutta uguale.
Cosa fanno i camaleonti?
Comunque non cambiano colore per mimetizzarsi con lo sfondo.
Quanti prigionieri furono liberati grazie alla presa della Bastiglia?
Sette.
Che cosa porta al collo un San Bernardo?
I San Bernardo non hanno mai e poi mai portato al collo dei barilotti di brandy.
Quanti sensi ha un essere umano?
Almeno nove.
Che ne faceva dei bufali Buffalo Bill?
Niente. Non ci sono bufali nell'America del Nord.
Qual è stata la prima invenzione a rompere la barriera del suono?
La frusta.
Perché una maratona è lunga 42,195 chilometri.
Per comodità della famiglia reale inglese.
Qual era il gesto con cui gli imperatori romani ordinavano la morte di un gladiatore?
Pollice in su.

sabato 27 ottobre 2007

L'Haiku di Antonio

Antonio è un mio piccolo amico di sette anni. Ha vinto il primo premio (sezione collettiva) della 5° edizione del Concorso Internazionale di poesia Haiku in lingua italiana organizzato dalla Cascina Macondo.
l’uva è matura
assaggio un grappolo
alla mia altezza


Grapes are mellow
I taste a bunch
up to me

venerdì 26 ottobre 2007

Il Vaticano festeggia la Marcia su Roma

Prelati che fanno il saluto romano
Gerarchi fascisti assieme ad alti prelati

Domenica 28 ottobre 2007, anniversario della marcia su Roma, saranno beatificati in San Pietro 498 franchisti, tra appartenenti al clero e laici. Secondo i prelati spagnoli, sono “martiri della Repubblica”. Sarà la più numerosa delle beatificazioni mai realizzate.

La gerarchia vaticana con questa azione di massa entra violentemente nel dibattito politico spagnolo. Il governo Zapatero sta infatti per varare una legge sulla memoria che condanni il franchismo e la chiesa cattolica spagnola che lo appoggiò fino all'ultimo.

La beatificazione di 498 franchisti presentati come martiri è uno dei tanti esempi di revisionismo storico di cui la chiesa si è servita nei secoli per occultare o comunque giustificare le sue malefatte. Raccontano adesso che il clero fu vittima di sanguinari comunisti quando invece fu proprio questo clero parte integrante della reazione fascista che portò la Spagna alla guerra civile e all'instaurazione della dittatura.

Scegliere poi questa data che segnò l'inizio del fascismo in Italia con tutte le sue tragedie è un vero affronto al nostro Paese. Il presidente Napolitano è un antifascista? Il presidente Prodi (per quel che possa contare in queste ore) è antifascista? Che tirino fuori le palle, se le hanno, e si facciano sentire. Sarà difficile.
prelati nazisti
Hitler stringe la mano a preti cattolici

L'anno scorso, in occasione dell'anniversario della marcia su Roma, scattai queste foto.

giovedì 25 ottobre 2007

Bebé omosex

Il braccialetto è in bella vista, allacciato intorno al minuscolo polso di un neonato che compare sullo sfondo in un’immagine leggermente sfocata. Ma invece del nome del bambino, come avviene in ogni nursery qui c’è scritto «homosexual». È l’immagine scelta dalla Regione Toscana per la campagna di comunicazione contro l’omofobia (dal titolo «L’orientamento sessuale non è una scelta»), patrocinata dal Ministero per le Pari Opportunità: spot, pagine pubblicitarie, cartoline e depliant da distribuire e manifesti da affiggere in luoghi pubblici in collaborazione con le Province. Era inevitabile che una campagna del genere provocasse reazioni politiche contrapposte che degenerano facilmente in polemica sterile e fanno saltare fuori le più ridicole faziosità.

Si va avanti a forza di provocazioni che a lungo andare possono infastidire e non sensibilizzano per niente la gente sul problema.

Lasciamo che il bambino della foto cresca, si istruisca, che prenda coscienza in maniera autonoma, come è giusto che sia, lasciamo che sia lui a decidere, cosa deve fare.

Tra l'altro, se non ricordo male, qualche tempo fa non era uscita una norma che vietava i bambini nella pubblicità?

mercoledì 24 ottobre 2007

La carestia del 1812 nel manoscritto di Gio Antonio Cane

Manoscritto Gio Antonio Cane
Manoscritto di Gio Antonio Cane

Nel post precedente parlo di siccità. Diciamolo chiaro, questo stato sofferente di natura non ha influito di una virgola sulla vita pratica degli abitanti dell'estremo Ponente ligure. Non era così nei secoli passati.

Nel 1992 ritrovai in maniera del tutto fortuita nella casa di Giacomino Rodini a Isolabona il manoscritto di Gio Antonio Cane che sembrava svanito nel nulla dopo che ne aveva parlato Girolamo Rossi nella "Storia del Marchesato di Dolceacqua e dei Comuni della Val Nervia". È una specie di diario che quest'uomo scrisse a cavallo tra Sette e Ottocento dove racconta fatti privati e avvenimenti pubblici. Le pagine che più mi colpirono furono quelle sulla carestia del 1812 generata dalla siccità. Ne riporto alcuni passi, la trascrizione è di Marino Cassini.

Gio Antonio Cane
1812: Questo anno e stato il più misero che abia visto alcuna persona vivente in generale per tutto il Mondo era un pianto di vedere il numero delli poveri per le contrade che piangeva la fame dal principio del jnverno sino al mese Giugno cioè gli utimi di deto mese era ancora fame tutti li giorni non si vedeva che done figlioli e homini in giro in cerca di qualche cosa da mangiare chi vendeva ogni sorte di ferramenti bronzi rami roba linea lania fascie gierbidi canbi per prendere denari

la magior parte delle done e figlioli impiegava tutti li giorni a racoglier erbe di tutte sorte
il forno erano pochi i giorni che cociesse e quando coscia non era altro che poche gabele o crisciensie di granon di pane erano tre o quatro particolari che ne facevano di quando in quando perche orzo non se ne sentiva mensionare il grano andava li dodeci la quarta.

insomma non era altro che granon e per tutto il Mondo non si mangiava altro che polenta richi e poveri quelli che ne poteva avere o con denari o a lascio li poveri non mangiavano altro che erbe senza oglio e poca sale si procurava una mana o sia pugnata di farina da meschiare con dete erbe per poterle inghiotire. giornate ne da homo ne da dona nesciun particolare ne rico e benestante non se ne cercava chi se potria fare li travagli li faceva chi non poteva farli li lasciava per non avere ne denari ne da dargli mangiare non solo il nostro paese ma in generale da tutte le parti erano morte persone di bona qualità homini e done e figlioli che facevano della fame per non trovare ne a vendere ne a impegnare ne a farssi lasciare lamico andava a trovar lamico ma non si poteva dare aiuto perche era frenquente la necessita di tutti amici parenti e simili

la Providenza di Dio e stata grande per gran abondanza del granon che da tutte le parti veniva e mancava li denari da comprarlo queli che aveva li denari lo pagavano lire cinque e dodeci o sei lire la quarta queli che lo prendevano a lascio lo pagava lire otto e mesa e nove la quarta e bisognava cader a quel presso e grazia di poterne avere a lascio la grande frequenza delli poveri che veniva in casa tutti li giorni metevan pietà tante cose che si cercava di vendere mobili e simili à pato roto e non si trovava per non esser denari

Ma la Providenza di Dio e stata tanto grande che con tante erbe di tutte sorte che si mangiava a nesciun hanno fato male solo che in terra di xventimiglia cioè nelle campagne per non aver sale hanno salato le erbe con aqua salata e poco o niente oglio e ne e morto quatro e in parte si sono amalati e li anno portati al Ospedale in xventimiglia

la fame crescieva sempre più nelle giornate lunghe a segno che homini e done figlioli andavano de in casa in casa chi per breno chi per sale per farina era una continua cerca chi vendeva roba linea chi ferramenti chi bronzi chi rami e tutto al disbarato e altro non si trovava che granon e altro non mangiavano la magior parte che erbe di tutta sorte e mar condite cioè poca sale e niente oglio
sono state morte case che sono vivute due e tre mesi di erbe con un pò di breno no solo in questo paese ma ancora nelli altri convicini li homini e done avevano il color del erba e parevan schereti metevano pietà di vederli

li ultimi del mese Aprile e venuto una dona della Bordighera fato bater la crida chi voleva farina di granon a cinque sordi la libra che prendeva tanto ferro roto a un sordo la libra in un giorno ne a racorto Rubi tredici ci era magagli roti martaleti mazze piastre di schiopo abondanza di lo toi (?) e tutto a un sordo la libra quanti che pe un magaglio anno avuto una libra farina in fine poi ne ho aguistato jo dalla deta dona me li lasciava serne e li pagava due sordi di bona moneta la libra ne ho comprato quatro Rubi

1812. jl mese di Maggio jo ho visto poveri che dimandavano breno di qual si sia sorte ateso che no si poteva dar altro e quel breno che gli dava se lo mangiavano cossì sciuto come le bestie ho visto degli homini e done e metevano pieta a vederli a Baiardo si e visto delli poveri racoglie lerba barca e farla boglie e poi la mangiavano

li 14. deto a hore tre dopo meso giorno e arivato Gioani Vezia con trei muli di Lodovico rebaudo carichi di granon d'jnpiemonte
e alle hore tre e mesa e arivato il servitore di Mariana di Apricale e montato piangendo per lafronto che a avuto in altomoro aveva quatro muli carichi di granon è si e apresentato due homini con il camiscio e il capucio nelli ochi e armati e li anno discaricato due muli e poi l'anno fato marciar via si hanno preso li quatro sachi

li 20. maggio in Apricale cioè al vitarel è morto il figlio del fùlodovico deto bogè dalla fame sie verificato du suo fratello che la deto ad un altro che si chiama di nomenato il xin e arestato morto sula porta di S. Bartolomeo e hanno dato li Sacramenti e poi ricuverato con vino e quarque cosa da mangiare e rinvenuto e scampato ancora alegro

li 27. se ne trovato uno per istrada nel territorio di Camporosso ancora morto dalla fame aveva un cavagneto con un cotelo dentro che andava a racoglier erbe e morto per strada
la magior necessità delli poveri oltre il non aver niente da mangiare era che si andavano tutto giorno a racoglier di ogni sorta di erbe e come erano a sua casa le bolivano e la magior neccesita come ho deto era di non aver sale ne oglio da condirle già di olio non se ne fava più costume di meterghene perche non ne avevano e nesciun non ne dava, andavano in cerca della sale ma era tanto continua dalla maggior parte delli habitanti che non se ne trovava
li 10. Giugno si è trovato una giovine che gardava bestie nel teritorio di Pigna morta dalla fame.


Pagina del manoscritto di Gio Antonio Cane
Una pagina del manoscritto
[Ingrandire con un clic sopra]

domenica 21 ottobre 2007

Dal canto gregoriano alla siccità

Eun Ju Anastasia Kim
Eun Ju Anastasia Kim

Oggi, appena mangiato, mi sono avviato a piedi per la mia casetta di campagna avendo nelle testa la voce di Eun Ju Anastasia Kim che avevo sentito ieri nel castello di Apricale dove ero andato subito dopo il pranzo da Pia assieme a Marco Cassini. E me la immaginavo, questa cantante, come la voce solista di un coro di suore dell'anno Mille. Così mi immaginavo Giacomo Baroffio la voce portante di un coro di frati di un'abbazia benedettina.

L'amica paleografa Leandra è invece così, nature
Leandra Sacappaticci
La paleografa Leandra Scappaticci

Poi sono arrivato in campagna. Meli, peri, albicocchi, susini, capperi, cachi, corbezzoli, teribinti, lentischi, biancospini, rose canine, ginestre selvatiche, uva turca, viti qua e là, le poche rimaste dopo un incendio, mandarini, un limone che mi è gelato e devo reinnestare, lavanda, timo, rosmarino, canne, erba luisa, valeriana rossa, e il mio pensiero è scivolato verso la natura che in questo periodo piange forte per la sete: cinque mesi che non piove.

E allora mi sono ricordato, per averlo sentito dire, di certe processioni che in simili frangenti i preti organizzavano per chiedere l'acqua al cielo. Canti gregoriani anche lì? I miei lettori cattolici ultraortodossi, so che ci sono, prendano la parola.

casetta in campagna
La mia casetta in campagna

Ma perché in questa manifestazione, parlo di Apricale, impeccabile dal punto di vista scientifico, non era presente nessun rappresentante dell'Istituto Internazionale di Studi Liguri? Ma perché?

sabato 20 ottobre 2007

Ristorante casinò di Sanremo

Ieri sera ho avuto un gentile invito per cenare al ristorante del casinò di Sanremo. Però mi sarei dovuto agghindare con giacca e cravatta. Sono sincero, non è stato questo l'unico motivo per cui come gentilmente l'invito mi era stato posto così gentilmente l'ho declinato, ce n'erano altri che dipendevano dalla mia vita pratica. Ma sincerità per sincerità, farmi mitragliare dallo sguardo di una signora perché, ahimè, avevo posato i gomiti sul tavolo per un millesimo di secondo proprio non mi sarebbe andato giù. Per me il galateo sta in ben altro.

Mi sono rifatto oggi, con un pranzo in mezzo agli ulivi a casa di Pia Viale di Vallebona. Lei è un'uoma, avete capito bene, e poi una poetessa e anche una scrittrice.

Questa volta niente foto, perché con certi piatti davanti (e certe bottiglie) ma chissenefrega di scattare...

Verso la fine Pia ha fatto il giro con un canestro pieno di poesie arrotolate. Io ho pescato questa:
Amo l'amore che sento
Amo l'uomo che incontro
Amo la vita che osservo
Amo la luce che vedo
Amo la notte che vivo
Amo perché sono
Sono perché amo

Marco Valerio Marziale

Epigrammi

Libro primo
XXXVII

La merda, Basso, la fai in un vaso d'oro - e non ti vergogni, tu.
Il vino lo versi nel vetro. Dunque la tua merda vale di più.


Liber primus
XXXVII

Ventris onus misero, nec te puder, excipis auro.
Basse, bibis vitro: carius ergo cacas.


Marco Valerio Marziale
Bilbili (Spagna) tra il 38 e il 41 d. C.
Roma (?) 114 (?) d. C.

venerdì 19 ottobre 2007

Chiesa russa di Sanremo

chiesa russa du Sanremo
Chiesa russa di Sanremo

Questo pomeriggio sono andato alla presentazione dell'ultimo libro di Nico Orengo nella chiesa russa di Sanremo che era stata fatta costruire da Iosif Tallevič, bisavolo dello scrittore. Non ero mai entrato in quell'edificio, e, memore delle cupezze delle chiese ortodosse, sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla solarità dello spazio. L'Amministrazione di questa città ha mille beghe sui tavoli, ma perché non pensare anche a un utilizzo intelligente di questa costruzione sempre vuota?

Giuseppe Conte e Nico Orengo
Giuseppe Conte e Nico Orengo

Giuseppe Conte e Nico Orengo
Un momento della presentazione
[clic sopra le foto per ingrandirle]

Asincronia

Tabellone dei treni della stazione di Ventimiglia
Tabellone dei treni della stazione di Ventimiglia

Lo so, sono solo due minuti di scarto e qualcuno potrebbe anche darmi del pignolo, ma vorrei proprio sapere perché il tabellone elettronico della stazione di Ventimiglia, che presumo dipendente dallo stesso computer, abbia due orologi con orari diversi.

giovedì 18 ottobre 2007

Homo digitalis

Nel pomeriggio parto per la Liguria. Non è una novità, questo viaggio lo faccio più o meno ogni quindici giorni e quindi ormai dovrei sapere le cose che mi porto dietro ma c'è sempre il rischio. Allora il laptop è già nello zaino, l'alimentatore ok, macchina fotografica, c'è la scheda dentro? Per una volta, l'unica volta che l'ho dimenticata, sono finito dentro un libro (pag. 95, righe 3, 4 e 5, non era la batteria, caro Nico, era la scheda). Sì c'è. Il caricabatterie, dove è finito il caricabatterie? ah, è dentro la borsa a tracolla, dentro anche questo, poi anche il 105 mm micro. Il cellulare, e anche per lui il suo caricabatterie. Ho tutto? Ma no, il mouse, dentro anche lui, mi sembra manchi qualcosa, già, già, il disco esterno portatile per il backup. Ma dov'è? Porca miseria, ce l'ha Marzia che gli serviva per trasferire non so quale musica. Pronto Marzia, guarda che parto. Sì, sì, te lo porto fra un'ora. La password dell'ftp del sito che sto facendo l'avrò scritta sulla moleskine? E poi cos'altro ancora...
.
Homo digitalis, grrrrrrr.

mercoledì 17 ottobre 2007

I bottegai di corso Como scimmiottano Cattelan

manichini impiccati in corso Como a Milano
Un manichino impiccato davanti al Dom Cafè di corso Como a Milano

Ve lo ricordate Maurizio Cattelan quello che tre anni fa aveva impiccato i bambini agli alberi di Milano? Arte, non arte? Almeno l'intenzione c'era. Qui invece si tratta di dané. Solo i dané hanno mosso i proprietari dei locali (il Dom Cafè, il Pitt Bull, il Novecento, il Pixel e il Ganas) di corso Como a Milano ad appendere per il collo qualche manichino davanti alle vetrine. Protestano contro il decreto che impone di non vendere alcoolici oltre le due di notte, per dare la possibilità a chi a quell'ora ha una mezza sbronza di cuccarsela tutta intera, che diamine, uno non può bere quando gli pare?.

Corso Como, una settantina di metri, molto trendy, modelle smunte al punto giusto, bellimbusti palestrati e mezzo bruciacchiati dagli UV, tipi sguscianti che ti sibilano «Cosa vuoi? c'ho di tutto». Non è questo il trendy?

Me la ricordo questa via con trattoriucce familiari dove facevi amicizia con tutti e botteghe di abili artigiani della vecchia operosa Milano. Ogni tanto ci passo per prendermi una mezz'ora di relax dentro le serre dei Fratelli Ingegnoli nella vicina via Pasubio, di fronte a questa lapide.

martedì 16 ottobre 2007

Il tabernacolo di Satana

[...] Si renda obbligatoria la veste talare per i chierici, e l’abito religioso per i frati, i monaci e le suore. Si ripristini, almeno per i chierici, il sacro digiuno nei venerdì di Quaresima e l’astinenza dalle carni nei venerdì dell’anno. Si favorisca la vita interiore e il raccoglimento vietando la frequentazione di locali e di spettacoli pubblici; si proibisca l’uso del computer, di internet e della webcam nell’abitazione dei chierici, limitando l’uso di questi strumenti alle sale di studio, con moderazione e sotto il vigile controllo dei Superiori; si spenga definitivamente quel maledetto tabernacolo di Satana che è il televisore. [...]

Dal Quotidiano online sul Pontificato di Benedetto XVI

lunedì 15 ottobre 2007

Scoperta pergamena con canti del X secolo ad Apricale


La pergamena con canti del X secolo scoperta ad Apricale

Centri periferici come Apricale (IM), inespugnabile roccaforte dell’imperiese, hanno spesso rivestito, nel corso dei secoli, funzione di scrigno: rispetto alle città della costa ligure, più facilmente soggette a incursioni da parte dei Saraceni e poi continuamente oppresse dalle pretese patrimoniali dei Genovesi, tali centri dell’entroterra hanno preservato preziose reliquie, tra cui pergamene di età basso medioevale, che permettono di acquisire maggiori conoscenze sulla storia, sulla giurisdizione e sulla tradizione liturgica di un determinato luogo.

Durante una vacanza ad Apricale, Leandra Scappaticci, paleografa all’Università di Pavia (sede di Cremona) e anche mia amica, ha scoperto, nel Museo del Castello, alcune pergamene che finora non erano state mai prese in considerazione, nemmeno da acuti studiosi locali di fine Ottocento e di metà Novecento come Girolamo Rossi e Nino Lamboglia, che si erano concentrati esclusivamente sui manoscritti contenenti gli Statuti del Comune. Le pergamene, quattro carte originariamente appartenenti ad un Messale del X secolo, furono riutilizzate, almeno due secoli dopo, per rafforzare la legatura e la coperta degli Statuti.

Allo stato attuale delle ricerche nel territorio del Ponente ligure, tali reperti rappresentano le testimonianze più antiche di notazione musicale in codici liturgici. Difatti le pergamene recano interessanti segni neumatici che costituivano, in termini generici, gli antenati della più recente notazione quadrata e del moderno pentagramma con le note.

Sabato 20 ottobre, alle ore 17, nel Salone del Castello, la dott.ssa Leandra Scappaticci illustrerà le caratteristiche paleografiche e musicali del Messale; durante la relazione i canti presenti nelle pergamene saranno eseguiti dal prof. Giacomo Baroffio e dal Mo Eun Ju Anastasia Kim, interpreti eccezionali che hanno collaborato anche con la rivista Amadeus in numerose registrazioni di canto liturgico medioevale. Prestigiosa è la presenza, ad Apricale, del Prof. Baroffio, docente di fama internazionale e massimo esperto di canto gregoriano, che ora insegna Storia delle liturgie e Storia della musica medioevale presso l’Università di Pavia, facoltà di Musicologia (sede di Cremona).

Dopo la conferenza il prof. Baroffio, insieme con il M° Eun Ju Anastasia, intratterrà il pubblico con un concerto di canti gregoriani, Musica divina di san Pier Damiani (1007-1072).


domenica 14 ottobre 2007

Occitani in Liguria? (6)

Dopo sette post e 192 commenti (alcuni molto autorevoli) è giunto il momento di fare il punto su una questione che ha coinvolto professori universitari di diversi paesi e appassionato numerosi lettori di questo blog.

Il 10 settembre pubblicai un post con allegato un articolo del professor Fiorenzo Toso. La sua tesi, molto argomentata, sosteneva che l'occitanità di Realdo e Verdeggia, come era affermato in un O.D.G. della provincia di Imperia da poco votato, era una montatura, forse ingenerata dalla voglia di accedere ai finanziamenti dalla legge 482/1999 sulle minoranze linguistiche tra cui l'occitano.

In due interventi, il 18 e il 30 settembre, Werner Forner, professore di linguistica romanza all’università di Siegen in Germania, non fece altro che ribadire, anche con una certa ironia, le affermazioni di Toso, apportando altri argomenti a sostegno. Il 24 era intervenuto, in sintonia con i due colleghi, anche il professor Philippe Blanchet dell'università di Rennes 2, specialista nella lingua provenzale.

Il 20 settembre ricevetti una mail dal presidente della Provincia Gianni Giuliano che chiedeva informazioni sugli studi dei professori che gli sono state prontamente mandate. La sua segretaria, mi verrebbe da fare il nome, non ha trovato i 10 secondi per un «ok, ricevuto».

E i sostenitori dell'occitanità? Un solo commento degno di nota, anonimo per giunta. Questo sul blog.

Sulla carta stampata la vicenda era cominciata sul settimanale La Riviera il 7 settembre. Il 28 settembre sempre sullo stesso giornale era intervenuto il professor Antonio Lanteri che oltre a non apportare nessun argomento per difendere l'occitanità di Realdo e Verdeggia era incorso anche in uno svarione, inserendo tra i paesi da mettere sotto tutela Olivetta San Michele che non era citata nell'O.D.G. della Provincia. E Toso aveva ribattuto il 5 ottobre. Intanto anche La Stampa il 21 settembre era uscita con questo articolo.

I post 1 2 3 4 5 6 7

Le istituzioni, si sa, hanno tempi lunghi, e se poi devono raddrizzare la rotta o, come in questo caso, fare indietro tutta allora i tempi si allungano ancor più perché devono giustificare in qualche maniera chi incautamente aveva perso la bussola.

Ringrazio i professori che hanno indicato la via maestra e i lettori che per questa via si sono incamminati cantando bello forte che non si svende la propria identità ligure per quattro denari.

Se ci saranno novità sarete informati subito.

sabato 13 ottobre 2007

Per "la Repubblica" gay e pedofili sono la stessa cosa

Articolo Repubblica
In questo articolo la Repubblica racconta la vicenda di un alto prelato che avrebbe preso parte, anonimamente alla puntata di Exit presentata da Ilaria D'Amico su La7. Nel servizio, quattro persone che si presentavano come sacerdoti, ripresi con volti e voci contraffatte, ammettevano senza troppi giri di parole di essere gay. Adesso il monsignore sembra sia stato riconosciuto dagli sgherri del Vaticano ed sparito dalla circolazione.

Nell'edizione cartacea del giornale si accomuna il fatto di un uomo di chiesa che si dichiara omosessuale alle turpi storie di pedofili che le gerarchie ecclesiastiche hanno cercato in tutte le maniere di coprire come QUI.

È questa la maniera di fare giornalismo?

Thomas Stearns Eliot

Prima del mattino

Mentre tutto l'Oriente tesseva rosso e grigio,
i fiori alla finestra volgevano all'alba
petalo a petalo aspettando il giorno, fiori
freschi, fiori appassiti, fiori dell'alba.

Fiori di stamattina, fiori di ieri, la loro
fragranza all'alba aleggia nella stanza,
una fragranza di sboccio e decomposizione, fiori
freschi, fiori appassiti, fiori dell'alba.


Before morning

While all the East was weaving red with gray,
The flowers at the window turned toward dawn,
Petal on petal, waiting for the day,
Fresh flowers, withered flowers, flowers of dawn.

This morning's flowers and flowers of yesterday
Their fragrance drifts across the room at dawn,
Fragrance of bloom and fragrance of decay,
Fresh flowers, withered flowers, flowers of dawn.


Traduzione di Roberto Sanesi

Thomas Stearns Eliot
Saint Lous, Missouri 1888
Londra 1965

venerdì 12 ottobre 2007

Istantanee dal centro di Milano

Studenti in sciopero a Milano
Milano, piazza Duomo - Studenti in sciopero

Qualche ora fa, reduce da una riunione, ho incocciato in piazza Duomo la manifestazione degli studenti che oggi scioperano contro la riforma Fioroni. Da quello che ho potuto capire dagli slogans la cosa che proprio non accettano è il ritorno degli esami a settembre. Sarei d'accordo con il ministro se i rimandati venissero seguiti d'estate da professori pagati dallo Stato, se così non fosse il salasso delle ripetizioni (quanto costano?) sarebbe insostenibile da parte di molte famiglie.

Passando nella Galleria Vittorio Emanuele ho notato questa bacheca dove appiccicavano pos-it alcuni studenti che avevano partecipato alla manifestazione. Non ne ho visto uno che è uno che si riferisse alla scuola. Erano tutti per questioni private.

Post-it nella galleria Vittorio Emanuele di Milano
Post-it nella Galleria Vittorio Emanuele di Milano
Vedi un particolare

giovedì 11 ottobre 2007

Fagioli di Pigna

Fagiolo bianco di Pigna
Fagioli di Pigna

Cresciuti con acqua di fonte nel mio orto di Liguria (grazie Paolo) me li sono portati qui a Milano ancora freschi, in parte da mangiare subito, in parte da surgelare. Chi non li ha mai gustati non può capire e non capisce nemmeno il prezzo a cui vengono venduti, non proprio popolare.

Lessati, un filo d'olio di Taggiasche, chi vuole qualche fettina fine fine di cipolla, e il piatto è pronto.

Questi fagioli di Pigna, presidio Slow Food, in questi ultimi anni sono ritornati in auge e costituiscono una piccola fetta di economia del paese.

Fagiolo bianco di Pigna
Fagioli di Pigna pronti per la raccolta

mercoledì 10 ottobre 2007

Intemelion n.13

È pronto il n. 13 di Intemelion e sarà disponibile, come ogni anno, a partire dalla metà di novembre.

Intemelion una rivista di storia. Intemelion ha aromenti della zona di Ventimilia. Intemelion esce una volta l'anno.





Sommario
Beatrice Palmero
, Gli Agostiniani e la Magnifica Comunità di antico regime. Spunti di ricerca a margine dell'anno aprosiano.
Marco Martignoni, La cristianizzazione della Liguria alla luce dei dati archeologici: proposta per una revisione tra vecchie ipotesi e nuove linee di indagine.
Daniele Lombardi, Scarpe, pelli e cuoio della Riviera Ligure nella Roma tardomedievale: nuovi spunti di ricerca.
Luca Lo Basso, Tra Santo Stefano e l'Europa. Le attività commerciali di Giovanni Battista Filippi attraverso la documentazione privata. (1762-1771)
Alessandro Carassale, Contributo alla storia degli agrumi nell'estremo Ponente ligure.
Fausto Amalberti, Soldano 1857: Dalla vecchia alla nuova parrocchiale.
Luigino Maccario, Tempi d'autunno.
Philippe Pergola, Nuove prospettive transfrontaliere e mediterannee per l'Istituto Internazionale di Studi Liguri?
Andrea Capano, Liguria linguistica. Dialettologia, storia della lingua e letteratura nel Ponente.

Come ci si abbona agli rss reader

domenica 7 ottobre 2007

Il monte Toraggio e la mia età dell'incoscienza

toraggio

Il monte Toraggio

Di anni ne avevo sedici e il mio amico Mino 14. Questa montagna l'avevamo vista da quando eravamo nati, perché era il baluardo che chiudeva la nostra valle, la val Nervia (IM). E così un giorno ci prese la smania di partire e salire lassù in cima. Non mi ricordo come i nostri genitori reagirono quando chiedemmo il permesso, ma partimmo. Non conoscevamo la strada, cartine manco a parlarne, ma com'è come non è arrivammo fino alla base di roccia che potete vedere nella foto (meglio nell'ingrandimento). Non salimmo da qui, ma dalla parte Nord (che non vedete) più difficile.

Ma sentite, arrivati in cima, stanchi e stupefatti, increduli e delusi, non riuscivamo a capacitarci. Non ci sembrava la cima. Vatti a sapere nella nostra testa di adolescenti che idea ci eravamo fatti della cima di una montagna. Così scendemmo da dove eravamo saliti, e risalimmo dalla roccia finale che vedete. E arrivati di nuovo nella piccola piazzola aerea dove eravamo già stati ci convincemmo che la sommità era proprio lì. Chiedetelo, se non ci credete, a Mino, il conte di Tabò, che ha la tabaccheria a Isolabona (IM). Anche i conti si guadagnano da vivere ormai.

A questa storia pensavo oggi quando ho scattato la fotografia. Nostalgia dei tempi dell'incoscienza? Sì, tanta.

sabato 6 ottobre 2007

Arthur Rimbaud

Sensazione

Nelle sere blu estive andrò per i sentieri,
punto dal grano, l'erba fine calpesterò:
ne sentirò, sognante, il fresco sotto i piedi.
E lascerò che il vento mi bagni il capo nudo.

Non dirò una parola, non penserò a niente:
ma l'amore infinito invaderà il mio spirito
ed io, come uno zingaro, me ne andrò via, lontano
nella Natura, lieto come con una donna.

Marzo 1870


Sensation

Par les soirs bleus d'été, j'irai dans les sentiers,
picoté par les blés, fouler l'herbe menue:
rêveur, j'en sentirai la fraîcheur à mes pieds.
Je laisserai le vent baigner ma tête nue.

Je ne parlerai pas, je ne penserai rien:
mais l'amour infini me montera dans l'âme,
et j'irai loin, bien loin, comme un bohémien,
par la Nature, - heureux comme avec une femme.

Mars 1870


Traduzione di Alessandro Quattrone

Arthur Rimbaud
Charleville 1854
Marsiglia 1891

venerdì 5 ottobre 2007

L'inferno secondo Clemente Mastella

Blog di Clemente Mastella
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L'inferno"Io credo che esista davvero. E crederci mi consola molto davanti a tutto quello che i mei occhi vedono. E i vostri occhi che cosa vedono?"
Clemente Mastella (ministro della Giustizia)
dal suo blog

Ridere, piangere o che altro?

Ho messo lo screenshot perché non si sa mai con questi politici.

giovedì 4 ottobre 2007

Antonello da Messina sotto scorta armata

Annunziata di Antonello da Messsina
Avevo l'invito così ieri pomeriggio alle sei sono andato alla presentazione dell'Annunciata di Antonello da Messina. Museo diocesano di Milano in corso di Porta Ticinese.

Presente il solito Sgarbi che per fortuna di tutti questa volta non ha dato in escandescenze come era successo in questa occasione e le solite signore che se fosse stato inverno si sarebbero infilate nelle pellicce.

Il quadro, 45x34,5 centimetri, era arrivato da Palermo protetto da un nugolo di body guard armati antirapimento in una cassa a microclima e assicurato per oltre sessanta milioni di euro.

Avevo già visto quell'icona del Rinascimento e quindi non mi ha calamitato come la prima volta. I lettori che mi seguono sanno che quando sono nella mia terra ligure vado spesso in giro a scoprire affreschi poco noti di quel periodo.

Ne avevo parlato QUI QUI QUI QUI QUI

mercoledì 3 ottobre 2007

Le primarie del Partito Democratico anche su Second Life

Primarie su Second Life
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Dopo i gesuiti 2.0 adesso anche le elezioni 2.0.
La Fondazione Italianieuropei allestirà sulla sua isola (coordinate: Italianieuropei 50, 146, 24 oppure all’indirizzo http://slurl.com/secondlife/Italianieuropei/50/146/24/) un seggio elettorale per le primarie del Partito Democratico con tanto di scrutatori. Il popolo virtuale potrà votare per i reali candidati del Pd. Le urne saranno aperte l’11 ottobre dalle 15 alle 23 e il 12 ottobre dalle 9 alle 13. I risultati elettorali saranno resi noti il 13 ottobre.

Un MAH! bello forte.

Un italiano il vero autore della opere di Shakespeare?

Il vero autore delle 36 opere attribuite a William Shakespeare si chiamerebbe John Florio, un letterato italiano vissuto a Londra e contemporaneo del grande drammaturgo. È questa la tesi suggestiva e affascinante frutto di un lungo studio di un appassionato di letteratura, Saul Gerevini, di Massa, con un passato «inglese» che tra pochi giorni pubblicherà un saggio per dimostrare la sua scoperta.

Alcune anticipazioni sono state pubblicate ieri dal quotidiano «Il Tirreno».

«Shakespeare - spiega Gerevini - era un semplice prestanome mentre Florio era la mente e la penna. Insieme formavano una coppia perfetta vivendo negli stessi ambienti e nel medesimo periodo storico; i due non solo si conoscevano bene, ma collaboravano attivamente, formando quella che oggi sarebbe un organizzazione aziendale perfetta. Florio aveva la necessità di lavorare nell’ombra, non potendo esporsi politicamente e socialmente per “una vecchia cicatrice” ereditata dal padre, oltre al ruolo di precettore alla corte di sua Maestà, la Regina d’Inghilterra. Analizzando saggi e scritti della critica di ogni tempo molti, troppi sono - secondo l’autore del saggio - i sospetti sull’identità vera di Shakespeare».

«Sarà un caso, come sostenne Ben Jonson nella dedica al Folio del 1623 che raccoglie tutte le opere di Shakespeare, che si parli di Shakespeare come di un poeta che sa poco il Latino e ancora meno il Greco? Tutti sanno quanto siano importanti nelle opere del Bardo questi due idiomi. Inoltre, non ci sono prove che Willy sapesse scrivere, non ci sono: lettere, scritti, pensieri che portino la sua firma. Nessuno, questo aspetto è storicamente documentato, lo ha mai visto scrivere ma “solo” consegnare testi confezionati e pronti alla stampa - without a blot - ovvero senza macchia. Florio - conclude lo studioso - è il più credibile alter-ego di Shakespeare. L’intenzione non è quella di rubare un mito agli inglesi, ma di dare il giusto tributo e merito ad un uomo di cultura e sangue italiano, sconosciuto ai più, ma determinante per svelare il mistero che da sempre avvolge la figura del drammaturgo più celebre al mondo».

martedì 2 ottobre 2007

Non sopporto chi racconta sempre barzellette

Avete in mente quei tipi che raccontano in continuazione barzellette che il più delle volte non fanno nemmeno ridere? Non li posso proprio sopportare, ma questa che mi hanno raccontato ieri è senz'altro la migliore barzelletta sulle bionde della storia.

lunedì 1 ottobre 2007

Pubblicità sull'anoressia

Pubblicità contro l'anoressia
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L'Oliviero ha colpito ancora. Parlo, lo avrete capito, di Oliviero Toscani che con questa campagna pubblicitaria sull'anoressia sta suscitando le solite reazioni contrastanti e anche maretta nella Giunta di Milano. L'altro giorno il sindaco Letizia Moratti se n'è uscita: «Farò togliere questi manifesti dai muri di Milano». Poi si è venuto a sapere che i grandi tabelloni erano tutti attaccati in spazi privati e quindi il Comune non poteva fare un bel niente. Bella figura. Vi risparmio i commenti dei rappresentanti della Lega e di An. Daltronde cosa si può pretendere da una città dove ormai la massima espressione di cultura è fatta di vestiti che sfilano?

Torno alle foto e a questa campagna. Oliviero Toscani ammanta sempre le sue provocazioni di contenuti sociali, che poi raggiunga lo scopo che sbandiera è tutta un'altra cosa. Del resto per che cosa lo pagano, e anche bene, molto bene, i suoi committenti che non sono mecenati? Per vendere, né più ne meno come tutte le campagne pubblicitarie.

Rammento un fatto. Toscani ha lavorato a lungo per la Benetton che aveva sempre permesso alla sua creatività di esprimersi. Lui provocava, la Benetton vendeva a gonfie vele. A braccetto e soldi a palate. Poi, provocazione dopo provocazione, si arrivò alla campagna "contro" la pena di morte. Era una serie di foto scattate nel braccio della morte in vari carceri degli Stati Uniti.

Importanti catene di negozi americani che vendevano una bella fetta di confezioni Benetton di colpo boicottarono i prodotti dell'azienda. Toscani fu licenziato in tronco, senza spiegazioni, dopo un sodalizio che sembrava inossidabile. In barba alla pubblicità sociale.

Commento di Viola, ex-anoressica
Quando ho visto questa pubblicità mi è vento da vomitare, per tante ragazze sarà lo stimolo a dimagrire sempre più. Io non mangiavo perché tentavo di farmi notare, il fisico era lo strumento per gridare che volevo morire. Una campagna simile è una pazzia, il look non c'entra: per uscire dal gorgo bisogna lavorare sull'anima.


Pubblicità contro l'anoressia
Ingrandisci la foto      foto da Nolita

Mentre guardavo le foto di questa ragazza che è francese e si chiama Isabelle Caro, mi sono venute in mente altre immagini di corpi denutriti e gli ampi servizi giornalistici che su quelle foto venivano pubblicati quarant'anni fa, o giù di li. Era la fame del Biafra, in Africa. Provate a chiedere a un trentenne cos'è il Biafra e poi ditemi. E ditemi quale rapporto trovate, se lo trovate, tra la foto qui sotto e quelle sopra.

Fame in Biafra
Biafra 1969 - foto Peter Williams ©

Il rovescio della medaglia


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