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venerdì 29 dicembre 2006

Kidnapping in val Nervia

presepe con bambino rubato
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Si può sottrarre alle amorevoli cure dei genitori (?) un bimbo così tanto desiderato? E' successo a Dolceacqua (IM), nel presepe della chiesa di San Sebastiano. Che lo riportino nella culla già un po' cresciutello i Re Magi?

da LA STAMPA del 30 dicembre

Il cretino che rovina il Natale

La statuina del Bambin Gesù è stata rubata dal presepe della chiesa di San Sebastiano a Dolceacqua. La foto che immortala la scena del crimine, apparsa ieri sera su un sito internet [questo blog], riporta anche il pietoso cartello sistemato in parrocchia che, oltre a fare riferimento al settimo comandamento, ipotizza un pietoso «preso in prestito» e azzarda la speranza di una restituzione. Se già è oltraggioso e blasfemo rubare in una chiesa, è paradossale pensare che il pentimento possa portare alla ricomparsa di quella statuina che è il simbolo del Natale cattolico. La divina provvidenza proverà a metterci una pezza anche questa volta. E’ indubbio che la logica del cretino abbia prevalso. Ed è bene che quel cretino che ha rovinato il Natale di quel presepe di montagna lo sappia.Ma è importante anche che una mano gentile rimetta subito in quella culla il Bambin Gesù senza stare a filosofare se debba essere proprio «quel» Bambin Gesù. Quel simbolo deve essere rispettato. E’ il Natale di tutti. Dei cattolici. Dei bambini che hanno atteso l’arrivo la comparsa di quella statuina. Quella culla non deve rimanere vuota a lungo. Sarebbe come legittimare l’avvenuto «rapimento». Come ammettere a quel cretino che ci ha fatto male, a tutti. Invece no, ha fatto male solo a se stesso e neppure se ne rende conto. Il Natale non ce lo ha rovinato. E adesso aspettiamo i tre Re Magi.
Giulio Gavino


AGGIUNTA, 3 gennaio
Rispetto alla notizia del post succede di peggio nel paese dove sono nato e cresciuto e dove adesso mi trovo. A Isolabona (IM) nel pomeriggio di capodanno qualcuno ha sfasciato il presepe. Nel riquadro qui sotto il volantino che ho appeso nel paese
VANDALISMO
Quando me l'hanno detto sono rimasto male. Qualcuno aveva rovinato il presepe. Ora lo sapete tutti che non frequento la chiesa, ma alle tradizioni ci tengo, e quella del presepe fa parte di quelle cose che ci portiamo dietro da bambini. Non mi ha sfiorato il pensiero che fossero adulti, e ho pensato subito che a fare questa azione fossero dei ragazzini. Anch'io lo sono stato, e ne ho combinate come tutti, ma c'era un limite. E un rispetto. Il limite mi sembra ampiamente superato, e il rispetto chissà dove è andato a finire. I genitori dei figli che hanno combinato la “cosa” spero sapranno regolarsi.
Questo presepe che nasce ogni anno sempre diverso, con un lungo e appassionato lavoro di Marietto, ammirato da tutti quelli che vengono da fuori, molto probabilmente non si farà più.
A meno che i colpevoli non chiedano scusa.
Alberto

mercoledì 20 dicembre 2006

B come Bodoni

lettera b
Venerdì scorso si è svolto a Saluzzo (CN) una manifestazione a cui mi sarebbe piaciuto partecipare. Era un omaggio al grande editore tipografo Giambattista Bodoni nativo di quella città e creatore dei caratteri col suo nome. In quell'occasione Alberto Casiraghy di Pulcinoelefante ha dedicato al grande personaggio una serie dei suoi celebri libricini. Autori da Alda Merini a Munari (perfino un inedito di Stendhal), dall’occitano Salvagno a Molinengo, a Orengo con acquerelli o disegni di Griotti, Mondino, Giletta. Tutti stampati rigorosamente con caratteri bodoniani di piombo. L'amico Nico Orengo mi ha fatto avere uno di questi libretti tirato in 43 esemplari dove compare questa sua poesia
prese la voce
e la curvò, la alleggerì,
batté sulle vocali,
distese le consonanti,
rimpicciolì per l'occhio
mondi presenti e ancora
da venire.
lavorò di lima e di seghetto,
perché il mondo largo
si facesse quel tanto
stretto da alleviare
la dolorosa confusione,
la testa nel pallone.
Se volete visualizzarla in bodoni cliccate QUI, vi si aprirà un file pdf leggero, 8 Kb.

E qui sotto un acquarello dell'altro amico Ugo Giletta che compare nello stesso libretto
acquarello di Ugo Giletta
Avrei voluto scrivere il post tutto in caratteri bodoniani. Ma è quasi impossibile perché a meno che non facciate i grafici ben difficilmente avete installato questo font sul vostro computer. C'è anche un altro motivo. Fino a che i monitor non avranno risoluzioni molto alte i caratteri con le grazie fini saranno sempre mal riprodotti dal browser.

martedì 12 dicembre 2006

Mestieri che spariscono

Isolabona antichi mestieri
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Qualche giorno fa il gatto che vedete sulla destra in un eccesso di affetto mal controllato mi ha fatto un bello squarcio nei pantaloni. Un paio di braghe a righine bianche e verdi. Che fare? Mi è venuta in soccorso la Lina, che ha lavorato per 38 anni nella sartoria della Scala. Adesso che è in pensione ha messo sù un piccolo laboratorio di rammendi invisibili. Ha le mani d'oro, una maestria incomparabile. Si danna perché non trova nessuna ragazza che impari l'arte. E sì che il lavoro non manca e si guadagna anche bene. Ma l'apprendistato è lungo, meglio bariste o commesse, che si guadagna subito anche se non si impara niente.

A cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta nelle grandi tipografie dei giornali avvenne un svolta epocale. Vi fu il passaggio dalla stampa a caldo a quella a freddo. Vale a dire dalla composizione col piombo si passò alla fotocomposizione. In quelle tipografie c'era un re assoluto, il linotipista, che adoperava una grande macchina che prima componeva e poi fondeva le righe con i caratteri. Si arrivava a quella mansione dopo un tirocinio di almeno dieci anni. Di colpo, con l'avvento dei computer, non erano ancora i pc ma grandi aggeggi che occupavano stanzoni a temperatura e umidità costanti, quel mestiere spari. Mi ricordo sindacalisti che strappavano di forza dalle sedie incauti giornalisti che si erano azzardati a lavorare dietro i terminali. Su quelle sedie potevano sedersi soli gli ex-linotipisti ormai defraudati del mestiere e in piena crisi di identità professionale. Lotta di retroguardia persa in partenza che infatti durò il tempo di un mattino.

Per finire parlerò di un mestiere che quando ve lo dico rimarrete di stucco. L'assaggiatore di merda. Avete capito bene, l'assaggiatore di merda. Succedeva questo quando ancora non esistevano le fognature, e non parlo del tempo dei Romani, ma dell'immediato dopoguerra, Quindi più o meno cinquant'anni fa. In questi paesi dell'entroterra ligure in famiglia la si faceva in qualche stanzino, la si conservava in un recipiente adatto e poi la si portava in campagna come concime. Le osterie invece avevano una latrina dove confluivano tutti gli escrementi dei clienti. E che? Si buttava tutto questo ben di dio? Ma neanche per sogno. Lo si vendeva. Bel commercio quello. E quindi quando arrivava il compratore intingeva l'indice dentro la merce e poi se lo metteva in bocca per assaggiarla, puah. Faceva questa disgustosa operazione per controllare che i gli osti furbacchioni non avessero annacquato il tutto, aumentando così il volume del prodotto. Mi ha raccontato per filo e per segno tutta la procedura il mio amico d'infanzia Bruno Piombo, orefice a Ventimiglia, che nell'osteria a Isolabona che ha lo stesso nome, adesso diventata bar e ristorante, è nato e cresciuto. E la cosa mi è stata confermata da altre fonti.

Le foto che vedete le ho scattate alla quinta edizione Antichi mestieri (2005), manifestazione che si tiene ogni anno nel periodo di Natale a Isolabona (IM).
In alto una ricamatrice, qui sotto la ricostruzione di una scuola d'altri tempi.
Isolabona antichi mestieri
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Qui le gallerie di foto
Edizione 2004
Edizione 2005

mercoledì 6 dicembre 2006

Polittico di Giovanni Canavesio

san Gerolamo, polittico di Giovanni Canavesio
Sabato 16 dicembre a Pigna (IM) sarà presentato a tutto il paese e a quelli venuti da fuori il grande polittico restaurato di Giovanni Canavesio finalmente ritornato a casa. Aveva bisogno di cure e così lo avevano portato nella clinica di Nicola dove era rimasto due anni trattato con tutto il rispetto e l'amore che si deve a un vegliardo di cinquecento anni. Ho costruito una galleria con 60 foto, ma sono autorizzato a rendere pubblico il link solo dopo la presentazione.
Info sul polittico

Nella foto in alto S. Gerolamo, qui sotto S. MIchele.
San Michele, polittico di Giovanni Canavesio
Aggiunta
Potete vedere la galleria di foto QUI

lunedì 27 novembre 2006

Uccelli in gabbia, uccelli liberi

uccelli e libertà
Tiro fuori dalla mia capiente bisaccia una vecchia agenda e trascrivo in bella copia la frase che vedete sopra. L'anno è il 1968, il mese è maggio, il giorno 24. Queste parole erano scritte in italiano su un muro di un palazzo di Parigi.

sabato 25 novembre 2006

Ciao Lucio

lucio martelli
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Due giorni fa se n'è andato Lucio Martelli. Lo vedete sulla sinistra nella foto. Questa mattina a Nizza il suo corpo è diventato cenere. Lo avevo conosciuto molti anni fa. Faceva il giornalista di provincia a Bordighera, era più onesto di tanti suoi colleghi dei paraggi. Soprattutto generoso. Firmava anche come direttore responsabile il mio piccolo giornale.

Gli amici stanno organizzando una serata in sua memoria. Vi farò sapere.

Ciao Lucio

sabato 18 novembre 2006

Trompe l'oeil

trompe l'oeil
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Oggi ho fatto un salto in Svizzera dove a cadenze regolari mi incontro con vari hacker europei. Nella stazione Centrale di Milano non mi è sfuggita questa scena che ho registrato.

Ai colleghi milanesi grafici, fotografi, art director, web designer. Fatemi sapere chi ha progettato questo manifesto, via mail o nei commenti, grazie.

mercoledì 15 novembre 2006

Comunità montana Intemelia: la notte dei coltelli



Me l'avevano detto: "Vacci, vacci, vedrai che avrai da scrivere". Ci sono andato e adesso scrivo.

Dunque l'altroieri alle 21 si è riunito a Dolceacqua (IM) il consiglio della Comunità Montana Intemelia per l'elezione del nuovo presidente. Questo Ente congloba i paesi delle tre vallate dell'estremo Ponente ligure a ridosso del confine francese. Sedici paesi per un totale di 48 consiglieri. Già da qui si può capire che un'istituzione così concepita nei suoi organi, e poi coi tempi che corrono, abbia seri problemi politici di governabilità. E allora in questi frangenti cosa si fa? Un pastrocchio. Ma cosa sono ormai queste differenze tra destra e sinistra? Meglio una bella ammucchiata. Ed ecco la lista, l'unica, proposta dall'ex presidente e candidato alla nuova amministrazione sostenuta da Forza Italia e dalla parte "vincente" dei DS.

C'è il vano tentativo di far slittare l'assemblea per una nuova convocazione, e dar modo a una seconda compagine (altra parte dei DS, Margherita, Verdi, qualche outsider) di concorrere. Si invoca "la democrazia", si urla"sistema alla bulgara". La parola "inciucio" diventa una pallina da ping pong che a seconda di dove rimbalza viene affermata o negata. Lo è, no, non lo è.

Il consigliere di minoranza di Castelvittorio in un intervento: "Io non sono né di destra né di sinistra, io sono fascista" e nessuno che ribatta. Spero sia nel verbale. C'è altra carne al fuoco che prestare attenzione a simili quisquiglie.

L'ex presidente e presidente candidato comincia a leggere il programma. Un fumogeno, di tutto e di più, che è la stessa cosa di niente e di meno. Dato che sono un po' vigliacchetto non pubblico le foto dei consiglieri che durante questa lunghissima lettura si sono appisolati.

Ma il torpore si scrolla quando prendono la parola alcuni ex assessori che ormai hanno capito che hanno sfilato loro la sedia. Così loro sfilano le spade. Robe pesanti dette a braccio o lette su documenti circonstanziati, accuse gravissime che generano scompiglio. Si straribadisce da parte dei vincenti che inciucio non è, perdio la politica non c'entra, sono solo accordi per amministrare.

Si vota. E l'ex presidente ridiventa presidente.

Allora io mi chiedo, se la politica non c'entra perché non vanno tutti a casa e i milioni di euro che passano nelle loro mani non li fanno gestire a funzionari dello Stato?
comunità montana intemelia
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comunità montana intemelia
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comunità montana intemelia
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Fra gli innumerevoli argomenti del programma ho sentito anche la parola "internet". Bene, la Comunità montana cominci a mettere ordine in casa propria. Il sito ha una pecca grave, per me gravissima. Non è accessibile con Mozilla Firefox che in tanti usiamo perché è sicuro e ha tool di rapidità che Internet Explorer se le sogna.

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AGGIUNTA
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Comunicato del circolo "Tina Modotti" di Ventimiglia
17-11-2006
"Il Circolo "Tina Modotti" di Rifondazione Comunista di Ventimiglia esprime condivisione e sostegno alla denuncia politica fatta dal Consigliere Provinciale del Prc Roberta Rosso rispetto al vergognoso comportamento addottato in sede di Comunità Montana da parte di Marco Bertaina che hanno spregiudicatamente trescato e inciuciato con Forza Italia, Alleanza Nazionale ed il resto del Polo a scapito del centrosinistra arrivando addirittura a votare direttamente come Presidente l'esponente di Forza Italia Gian Stefano Orengo.

Quanto avvenuto in Comunità Montana rappresenta una pagina buia per la sinistra all'interno della nostra Provincia.

Chiediamo a tutte le forze politiche di centrosinistra e in particolare alla Segreteria Provinciale dei Democratici di Sinistra di prendere immediatamente le distanze e stigmatizzare con forza lo scandaloso comportamento addottato da Marco Bertaina, Flavio Gorni, Elvio Viale e Fausto Molinari.

Il Direttivo di Circolo "Tina Modotti" di Rifondazione Comunista di Ventimiglia.

Ventimiglia, 16 Novembre 2006

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Comunicato stampa
Le sottoscritte Avv. Roberta ROSSO, Consigliere Provinciale per il Partito della Rifondazione Comunista nonché Delegata alla Comunità Montana Intemelia per il Comune di Dolceacqua, e Sig.ra Mariangela BUSCAGLIA, esponente della Federazione dei Verdi nonché Delegata alla Comunità Montana Intemelia per il Comune di Apricale, denunciano a tutti gli elettori del Centro Sinistra il gravissimo comportamento tenuto da alcuni esponenti dei Democratici di Sinistra ed in particolare da Marco BERTAINA in occasione dell’elezione del nuovo Presidente della Comunità Montana Intemelia, tenutasi nella notte di Lunedì 16 Novembre scorso in Dolceacqua.

I FATTI.
Nonostante l’impegno apparente e la volontà dichiarata dai Consiglieri del Centro Sinistra a presentare e sostenere un candidato Presidente ed una Giunta alternativi a quelli del Centro Destra e nonostante l’accorato appello in extremis di Sergio MERCENARO affinché i Consiglieri di Sinistra si astenessero, piuttosto che votare per la Destra, i diessini Marco BERTAINA, Flavio GORNI, Elvio VIALE e Fausto MOLINARI hanno pubblicamente sostenuto e votato il programma del Centro Destra, consentendo di raggiungere la maggioranza necessaria per l’elezione a Presidente della Comunità Montana Intemelia dell’esponente di Forza Italia Gian Stefano ORENGO.

Il martedì successivo le sottoscritte, indignate per l’accaduto, si sono rivolte alle rispettive Segreterie Provinciali, chiedendo un intervento esplicito e pubblico presso i Democratici di Sinistra per l’adozione di provvedimenti sanzionatori a carico di Marco BERTAINA e degli altri partecipanti alla cordata trasversale, che hanno oggettivamente rafforzato il Centro Destra proprio nell’approssimarsi delle elezioni amministrative a Ventimiglia e Bordighera!

Dolceacqua, 16 Novembre 2006

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Comunicato di Mac Fiorucci (Margherita)
17-11-2006
Caudano ex consigliere: A Vallecrosia DS in giunta con AN e assessori che protestano contro la finanziaria di Prodi; in Comunità Montana DS che votano il presidente di Forza Italia negando il voto al candidato del centro-sinistra. Marcenaro è una figura storica della sinistra del ponente, non meritava una simile vigliaccata.
Capelli ex consigliere: Una volta si diceva: nani e ballerine, ora dominano le "soubrette". Siamo in presenza di una parte della sinistra che ha abdicato anche al ruolo dell'opposizione per svolgere la funzione di gregario della Casa della Libertà. La mia stima per Sergio Marcenaro: ha reso evidente la differenza in politica tra un signore e una soubrette.
Trionfo Elisa consigliere comunale: Appena nominata consigliere comunale nonché membro della Comunità Montana volevo cercare di capire e fare un po' di esperienza. Credo di aver assistito a una brutta pagina di trasformismo politico e di come smisurate vanità personali possono sopraffare gli ideali. Speriamo meglio per il futuro.
Fiorucci Giuseppe portavoce Circolo Margherita: fra pochi mesi dovremo dare vita al Partito Democratico, con "aperitivi" come questo della Comunità Montana (ma ce ne sono anche altri) non sarà un compito facile. La cosa è stata accolta con sconcerto anche dalla direzione provinciale. Cosa fare? Politicamente non lo so. Sono preoccupato per le prossime elezioni di Ventimiglia e Bordighera. Con la smodata vanità di simili personaggi ogni percorso diventa difficile. Speriamo che nel futuro soggetto politico, il PD, convergano anche quelle forze di sentimento più Ulivista esterne agli attuali partiti dei DS e Margherita in modo da eliminare gli atteggiamenti da primedonne con tutte le conseguenze derivanti.

giovedì 9 novembre 2006

Basquiat a Milano

basquiatSono andato alla Triennale di Milano a vedere la grande mostra di Jean-Michel Basquiat. La prima in Europa. Molto grande anche se non esaustiva dato che opere significative per capire il percorso dell'artista sono rimaste in America. Non starò a disquisire sulla sua arte perché in Rete potete trovare moltissimo materiale in tante lingue.

Mi ricordo la Milano degli anni Ottanta, la cosiddetta "Milano da bere", quando il "Corriere della sera" riusciva a dedicare due pagine alla canottiera di Craxi, e i punk milanesi, dal Virus all'Helter Skelter, provocavano con i loro abbigliamenti e coi loro spray sui muri.basquiat Fu in quegli anni, ottobre 1983, che Basquiat venne a Milano, ma ormai la forza dirompente del suo lavoro si era ammosciata perché dalle strade si era trasferito nelle gallerie.

Ritornando a casa la mia vista è sbattuta contro la facciata del grattacielo che vedete in basso. Possibile che un temerario writer si fosse arrampicato in freecrimbling fin lassù per lasciare il suo segno? Un flash di un attimo. Era la reclame di un'automobile.

Arte provocatoria che nasce nelle strade, poi finisce nelle gallerie, ed ecco rispuntare il suo scimmiottamento di nuovo nelle strade fagocitata dalla piovra onnivora della pubblicità.
















In alto
Ritratto di Basquiat
Wandy Warhol, 1982

A fianco
Untitled (particolare)
Basquiat, 1983

Sotto
Milano, grattacielo in zona Garibaldi

fascisti

martedì 7 novembre 2006

Cristina non sei sola

cristina non sei solaCristina Rovelli è la prima guardiacaccia donna in Italia. Presta il suo servizio dal 1990 in Valsassina. E' una dei pochi a fare seriamente il proprio lavoro. Fa rispettare fino in fondo le regole ai cacciatori, denuncia molti bracconieri e di conseguenza non piace alle lobby vanatorie e ai politici che le appoggiano. Nel 1995 sono cominciate le minacce: macchine bruciate, gomme tagliate, telefonate minatorie. Nello stesso tempo sono cominciate ad arrivare al presidente della Provincia di Lecco richieste "per eliminare quella guardiacaccia troppo efficiente". Ne conseguono provvedimenti disciplinari, discriminazioni rispetto ai colleghi, riduzione del territorio di competenza accuse e denunce penali peraltro poi annullate dagli enti competenti. Una serie infinita di tentativi per neutralizzare il suo operato in favore dell'ambiente.

Fino ad una vergognosa e incredibile sentenza di condanna, 2 anni e tre mesi di carcere, pronunciata dal Tribunale di Lecco in data 21/06/2006, per aver usufruito di un giorno di riposo compensativo che, secondo l'accusa, non le spettava. Quando si dice la giustizia.

Esistono guardiacaccia simili in Provincia di Imperia? Ho fondatissimi dubbi.

Girate a tutti quelli che conoscete.

La vicenda QUI
La foto è presa dal sito

domenica 5 novembre 2006

E venne il diluvio

alluvione 1966
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Sono passati quarant'anni dalla disastrosa alluvione che è passata alla storia come quella che sconvolse Firenze il 4 novembre del 1966. Ne hanno parlato tutti i media. Ma anche in val Nervia i danni furono tanti. Sopra potete vedere il ponte di Dolceacqua distrutto. Sotto invece una foto scattata durante l'alluvione del 6 novembre del 2000, quando lo stesso ponte, o meglio quello ricostruito, ha rischiato di fare una fine simile.

Esiste un Piano di bacino elaborato dalla Provincia di Imperia. Ci sono norme che mi paiono giuste e invece indicazioni di lavori che sembrano scritte da un pazzo. Avremo modo di parlarne.

Se volete scaricarvi la Gazzetta che pubblicai nel 2000 con parecchie foto potete farlo QUI (formato pdf, 200 Kb).

alluvione 2000
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============ ::: ============
L’alluvione ha sommerso il pack dei mobili,
delle carte, dei quadri che stipavano
un sotterraneo chiuso a doppio lucchetto.
Forse hanno ciecamente lottato i marocchini
Rossi, le sterminate dediche di Du Bos,
il timbro a ceralacca con la faccia di Ezra,
il Valèry di Alain, l’originale
dei Canti Orfici – e poi qualche pennello
da barba, mille cianfrusaglie e tutte
le musiche di tuo fratello Silvio.
Dieci, dodici giorni sotto un’atroce morsura
Di nafta e sterco. Certo hanno sofferto
Tanto prima di perdere la loro identità.
Anch’io sono incrostato fino al collo se il mio
Stato civile fu dubbio fin dall’inizio.
Non torba m’ha assediato, ma gli eventi
Di una realtà incredibile e mai creduta.
Di fronte ad essi il mio coraggio fu il primo
Dei tuoi prestiti e forse non l’hai saputo.

Eugenio Montale, da Satura

lunedì 30 ottobre 2006

Fascisti in val Nervia (IM)

fascisti
Fascisti
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fascisti
Fascisti
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Le foto che vedete qui sopra sono state scattate ieri sera in un locale della val Nervia. I fascisti che vi sono ripresi sono una parte della sessantina che "commemoravano" la marcia su Roma. A un centinaio di metri c'è la lapide che vedete qui sotto. Non ho altro da dire. Se volete esprimere la vostra opinione fatelo nei commenti e non con una mail che la vedo solo io.

lapide partigiani
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giovedì 26 ottobre 2006

Dove è sparita la "Meridiana Grande"? 1

Mi ha risposto con una mail l'Assessorato all'Urbanistica del Comune di Genova. Eccola
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Gentile Dott. Cane le comunico (come è già stato detto alla moglie di Renè),che l'opera in oggetto è custodita presso un magazzino della Civica Amministrazione di Genova. in attesa di trovare lo stanziamento necessario alla definitiva collocazione, che dovrebbe essere presso il Castello D'Albertis. Nel caso non si riuscissero a trovare i fondi necessari, sarà
nostra cura restituire l'opera all'Artista.

con i migliori saluti

La Segreteria
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Mia risposta
Caro Assessore,
le sembra giusto che quando la delicata meridiana è stata smontata non sia stato avvisato l'autore? Solo un colpo di telefono a operazione ormai avvenuta. Vi aveva lavorato quindici anni con questa tenera pietra ligure, e avrebbe potuto dare utili consigli, visto che la conosceva a memoria, magari c'erano blocchi più fragili di altri che avrebbero potuto subire danneggiamenti irreparabili. E poi un artista che per tutto questo tempo lavora dietro a un'opera la sente un po' come parte del suo corpo e della sua mente. Ma via, un po' di rispetto ci sarebbe voluto.

I finanziamenti. Perché non si fa entrare nella questione la Provincia, la Regione, perchè non si fa aprire il portafogli a qualche fondazione? Sono sicuro che se c'è la volontà politica (c'è?) si potrà risolvere nel migliore dei modi questa vicenda e un'opera irripetibile tornerà alla luce.

Cordiali saluti

domenica 22 ottobre 2006

Dove è sparita la "Meridiana Grande"?

la meridiana grande di renato ausenda
La grande meridiana
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Il 19 gennaio del 2005 alle 18 in punto l'assessore Bruno Gabrielli del Comune di Genova varcò la soglia dell'Accademia di Belle Arti. Nell'atrio lo attendeva una folla stipata nel poco spazio in ammirazione davanti a un'opera singolare. Una grande meridiana in ardesia. L'assessore l'aveva vista per la prima volta a Bajardo (IM) dove l'aveva costruita con un lavoro durato quindici anni René Ausenda. Ne era rimasto ammaliato e l'aveva voluta portare nella sua città. Smontata nei suoi pesanti 24 pezzi e imballata con tutte le cure era stata trasportata proprio in quel luogo. Dunque l'assessore fece il discorso di prammatica cui seguirono letture e performace varie. Eravamo convenuti in parecchi, noi amici dell'artista, e anche un pullman era arrivato dal paese d'origine. Ne parlarono televisioni, radio e giornali. Lì rimase per qualche mese, poi sparì e non se ne seppe più nulla.

E' triste dirlo ma l'autore non ha mai ricevuto un cent che è un cent. Una vergogna. Mi verrebbero parole di fuoco, ma per adesso mi trattengo.

Spero che si chiarisca al più presto questa vicenda oscura e ingarbugliata.


Il post è rimbalzato
QUI

Prima che a Genova la meridiana era stata presentata l'8 giugno del 2003 a Bajardo nell'oratorio di San Salvatore con un afflusso straordinario di gente, tanto che molti non poterono assistervi e si dovette ripetere la presentazione la domenica successiva. In quell'occasione scrissi un articolo per Tuttolibri (inserto culturale de "La Stampa") che qui ripropongo.

La meridiana in pietra gentile

renato ausendaC'è, alle spalle di una San Remo ormai plastificata, un remoto e aereo paese tibetano. Di nome fa Bajardo, e infatti un bel cavallo rampante campeggia nello stemma comunale, senz'ali però, che al volo verso la luna e oltre ci pensano i due angioletti pennuti che gli stanno a fianco.

Lassù, a 900 metri, dove il mare ruba spazio al cielo e la luce del Mediterraneo genera ombre vive che solo lì puoi vedere, un artista artigiano è finalmente arrivato al termine di un'opera che ha richiesto quindici anni di lavoro. René Ausenda, così si chiama, da sempre costruisce meridiane, quegli orologi solari usati dai tempi più remoti dove uno stilo di metallo (gnomone) infisso su una parete genera un'ombra che spostandosi segna le ore. E proprio di una meridiana si tratta, scolpita nell'ardesia, la pietra gentile che la natura ha donato ai liguri, dalla grandezza insolita, tre metri per tre, e dal ragguardevole peso di due tonnellate.

Ma non è tanto questa la singolarità. Nella mente dell'autore, che per tutto questo tempo, giorno dopo giorno, ha trasferito la sua ossessione dell'ombra che passa alla pietra, incidendo sogni notturni e fantasie diurne, lo scopo ultimo era quello di creare una meridiana snaturata del suo uso primario, quello appunto di misurare il tempo. Fermare l'ombra per fermare il tempo. Follia? Forse. Ma follia collettiva, da pochi ammessa ma da tanti vissuta, innescata da un misfatto che si sta compiendo ai nostri danni: qualcuno ci sta rubando il tempo. Viviamo più a lungo ma in realtà le giornate, scandite da fatti disgiunti che non fluiscono ma si affastellano, sembrano evaporare. La tecnologia ha reso più veloci molte operazioni quotidiane eppure o proprio per questo il tempo ci sfugge, non lo si gode ma lo si consuma nell'immediato e non genera memoria.

In realtà il motivo più profondo che ha spinto l'artista a cimentarsi in questa impresa impossibile è scaturito dall'asincronia sempre più sfasata tra queste terre interne di Liguria, costruite nei secoli sui fianchi delle colline appese e, più sù, anche delle montagne con chilometri e chilometri di muri a secco, lentamente, pietra su pietra, e poi coltivate ad alberi che della lentezza sono la quintessenza, gli ulivi, e la velocità sconsiderata della trasformazione che ha generato lo sconquasso non più rimediabile di questo territorio. Non tanto al tempo della sua vita ha quindi pensato Ausenda quando si è accinto a dare delicatamente, l'ardesia è pietra tenera, il primo colpo di scalpello, ma al tempo di questa piccola civiltà contadina ormai quasi concluso. Lui, che di questa civiltà è uno degli ultimi eredi, non riesce proprio a capacitarsi che cinquecento anni di storia si siano polverizzati in qualche decennio dissennato.

E quando per la prima volta questa meridiana te la vedi davanti nella sua imponenza, nei progetti iniziali doveva essere ancora più grande, dieci metri per dieci, ti investe un brivido. Emana qualcosa di sacrale e il mistero si fa magia. Simboli criptici si mischiano a messaggi chiari (la statua della libertà che brucia, scolpita ben prima dell'11 settembre), note musicali in fuga che ridondano all'infinito, fregi ripresi da manoscritti esoterici, e poi infine la sua centralità: l'ombra generata dallo gnomone che implode nel buco nero di questa pietra nera, là dove la superficie non è stata toccata e la materia è rimasta allo stato dei suoi primordi.

Nella foto René Ausenda (mio fraterno amico, perché tutti e due siamo un po' dei druidi)

Ho ricevuto questo pomeriggio
parecchie mail che si riferivano a questo post. L'ho già detto e lo ripeto. Un blog è fatto per condividere le impressioni rispetto all'argomento proposto dal blogger. Costa così tanta fatica scrivere nei commenti? Comunque grazie a tutti.

sabato 21 ottobre 2006

Ivano Fossati

ivano fossati
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Ho messo online una galleria di foto che ho scattato quest'estate al concerto di Ivano Fossati a Dolceacqua (IM). Se volete vederle sono qui.

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martedì 17 ottobre 2006

Oggi

Oggi sono cinque anni che non ci sei più. E io sono triste.
Ciao Francesco

Metto in evidenza questo commento di c.e.g.
Ricordo bene quel giorno, le pagine dei quotidiani, il nodo alla gola che mi era venuto.
Soltanto una settimana prima lo avevo sentito al telefono, col filo di voce che gli era rimasto. Mi aveva dato l'impressione di una fine a breve termine, ma non pensavo sarebbe arrivata così in fretta. Mi erano venuti meno, all'improvviso, il mio principale riferimento, la mia pietra di paragone. "Dopo, sono andato raggiungendo e oltrepassando notti e navigazioni" scrive Borges. Ma, come mi era successo da bambino quando erano mancati prima mia madre e poi lo zio Piero, non ho trovato sostituti. Non potevano essercene. Ancora oggi, mi stringe la malinconia, una tristezza che non riesco ad inghiottire.
Ma a San Biagio non fanno nulla (a parte forse celebrare una messa, che, come il titolo di "dottore", non si nega mai a nessuno)?
Tutta la "gelosia", la "possessività" che erano emerse si sono tradotte in una custodia silenziosa? Peccato, davvero.

Arte da scoprire in Liguria

san bernardino triora
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L'altro ieri sono andato a Triora (IM) a fotografare gli affreschi quattrocenteschi della chiesetta di San Bernardino. Ne pubblico due particolari. Mi rendo sempre più conto che il patrimonio artistico dell'entroterra ligure è inesauribile e riserva piacevoli sorprese. Adesso con le macchine digitali e successivi aggiustamenti di curve e istogrammi, e magari anche basculaggi, si ottengono risultati notevoli che prima si riuscivano ad avere solo con pesanti attrezzature e potente illuminazione.
san bernardino triora
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mercoledì 11 ottobre 2006

Il sito della provincia di Imperia conta frottole

bollino accessibilitàSe andate sull'home page del sito della provincia di Imperia potete notare il bollino indicato dalla freccia. Cosa significa? Significa che il sito è stato sviluppato seconde le norme dell'accessibilità. Ma non è vero. Proprio per niente. La legge Stanca stabilisce che che i siti della Pubblica Amministrazione debbano essere costruiti con un particolare codice che permette a persone con vari handicap visivi compresi i non vedenti di poter comunque usufruire dei contenuti delle pagine. In estrema sintesi, molto estrema, è questa l'accessibilità.
Per valutare se le pagine soddisfino questi requisiti si possono fare vari test. Ne ho fatto due, che in pratica sono il punto di partenza.
1) Ho fatto passare la pagina al validatore del W3C e mi ha dato 130 errori. Come vedete qui sotto.
w3
2) Ho controllato i colori del testo e dello sfondo. C'è per questo un particolare algoritmo. Bocciatura. Qui sotto vedete il risultato per i colori del
menu orizzontale.
coloria
Non voglio annoiare chi mi legge e quindi non aggiungo le parecchie altre cose che ho osservato.
Molti siti di Istituzioni pubbliche non stanno meglio. Ma almeno questi hanno il pudore di non millantare credito.

A questo punto o la provincia di Imperia toglie in tempi rapidi il bollino o farò presente questa situazione prima ai siti governativi e subito dopo ai newsgroup internazionali molto sensibili a questo argomento e da lì rimbalzerà vatti a sapere dove come esempio di malcostume.


Sarebbe anche buona cosa che la Provincia controllasse gli indirizzi mail relativi al suo dominio. Parecchie mail, compresa quella di un assessore, sono ritornate indietro. Motivo? The recipient name is not recognized.

Aggiunta
12 ottobre ore 12.34 - Quatta quatta, senza dare spiegazioni di sorta (quando mai?) la Provincia ha tolto il bollino. Chi aveva fatto il furbo? Il tecnico, il dirigente, il politico? I panni sporchi si lavano in famiglia, eh!


Seconda aggiunta
Metto in evidenza un commento anonimo e la mia risposta
Commento anonimo
Il portale della Provincia di Imperia nasce da un attento studio di tutti gli aspetti (normativi, organizzativi, di contenuto, grafici, di accessibilità, di usabilità, di erogazione di servizi all'esterno dell'Amministrazione). E' facile fare dei commenti sui siti Internet altrui nascondendosi dietro un indirizzo web o email.Prima di giudicare è opportuno che ognuno faccia una propria analisi sulle soluzioni adottate ed eventualmente proporre delle alternative costruttive. Saluti.

Mia risposta
Caro anonimo o anonima, intanto mi sembra un po’ singolare che lei recrimini chi si nasconde dietro un nickname e poi adopera gli stessi metodi, non trova? Ma andiamo avanti. Da cosa scrive immagino che abbia a che fare in qualche maniera con la Provincia, dipendente, collaboratore? Non so, perché non ce lo dice? Afferma che sono stati fatti studi normativi, organizzativi, di contenuto, grafici, di accessibilità e chi più ne ha più ne metta. Io bado al sodo, ai risultati. E i risultati sono che davanti alla mia critica impietosa, in fretta e furia è stato eliminato il bollino dell’accessibilità. Prenda per esempio questa pagina, le sembra accessibile? me lo dica, e mi dica anche chi è che decide di mettere un'immagine al posto di un testo. Alla barba di tutti i piani. Ora si dà il caso che il sottoscritto abbia costruito il sito di un piccolo paese di questa Provincia senza tanti studi preliminari. Lì il bollino c’è e ci rimane. Naturalmente le pagine sono migliorabili, e difatti adesso sto aggiungendo le scorciatoie di tastiera molto comode per chi non può adoperare il mouse e poi pian piano altre cose. Nel commento precedente c.e.g. concludeva "finisce per lasciare a caterve di dilettanti allo sbaraglio (nella migliore delle ipotesi) o al solito magna magna (quando va male, cioè quasi sempre)". Io non dico questo, però sarebbe interessante confrontare le risorse che avevo io per costruire il suddetto sito e quelle messe in campo dalla Provincia. Molto interessante. Per me e soprattutto per i miei affezionati lettori che saluto.


Terza aggiunta
Ricevo una mail dall'OSI, ne pubblico una parte
"Ciao Alberto,
[...]
Per quanto riguarda il sito della Provincia di Imperia, ad una visita sommaria della home page i problemi di inaccessibilità sono evidenti.Tuttavia non trovo nessun bollino di conformità alle linee guida del W3C. Forse lo hanno tolto ieri, oppure il mio screen reader non me lo fa vedere."
Ci credo che non trovi nessun bollino, è stato tolto.

martedì 10 ottobre 2006

Ma vi sembra il posto?

basilica san lorenzo
Milano. Basilica di San Lorenzo
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Dopo la pubblicità sul duomo di Milano ecco cosa vi propongo.

Nel popolare quartiere di Porta Ticinese si trova la più insigne testimonianza di Mediolanum, capitale dell'Impero Romano d'Occidente: le colonne e la basilica di San Lorenzo Maggiore. Romane le prime e paleocristiana la seconda, esse formano un insieme quanto mai suggestivo e monumentale. Formavano, perché adesso la suggestione è cambiata, guardate cosa hanno piazzato proprio di fronte alle colonne romane e a fianco della basilica. Non ho parole.

giovedì 5 ottobre 2006

Biciclette che volano

bicicletta Qualche mese fa mi è arrivata una serie di foto con inquadrature davvero singolari. Erano state scattate da Siro Moro sul campanile di Apricale dove si era arrampicato per eseguire dei lavori. La bicicletta che vedete era stata posata in occasione della mostra di Sergio Bianco "La Forza della Non Gravità" inaugurata al Castello della Lucertola il 20 maggio del 2000. Da allora è lì e chi va in quel paese e alza la testa la vede ma certo che l'effetto che fanno queste immagini è tutt'altra cosa.

A Delio questa installazione è così piaciuta che l'ha inserita nel logo del suo ristorante.

Ne approfitto per invitarvi a visitare l'album dei campanili dell'entroterra della Riviera dei Fiori. Questo lavoro era nato dalla mente vulcanica di Pia Viale di Vallebona, che nel 2002 aveva pubblicato un calendario con le foto dei campanili della zona intemelia. Sono quelli che vedete seppiati, scattati da Max Mencarelli e Corrado Camillo. Io poi sono andato avanti. Attualmente sono 45. Le ultime foto le ho scattate quest'estate nell'alta valle Argentina dove avevo vagato con quella mia guida eccelsa che è Gianpaolo Lanteri.bicicletta

mercoledì 27 settembre 2006

Intemelion n. 12

intemelion
È pronto il n. 12 di Intemelion e sarà disponibile, come ogni anno, a partire dalla metà di novembre.

Il sommario
  • F. AMALBERTI, La scuola a Ventimiglia tra '400 e '500
  • J. LASSALLE, L'esercizio di alcuni diritti d'uso ai confini dell'estrema Provenza orientale, alla metà del XV secolo
  • F. CERVINI, Operarii, massarii, boni homines. Sull'organizzazione dei cantieri nella Liguria gotica
  • M. CALDERA, Donatus comes Bardus papiensis
  • M. ASCHERI, Ventimiglia dall'Antico Regime alla Repubblica ligure: il problema politico-istituzionale
  • F. VIGLIANI, Un percorso araldico intorno alla nobiltà in Ventimiglia
  • † A.G. BOANO, Giovanni Dell'Orso
  • L. MACCARIO, Or torna Maggio
  • CH. ELUÈRE, Spigolature sulle tecniche del frescante Giovanni Canavesio
  • B. PALMERO, Origini e genealogie dei conti di Ventimiglia nelle rivendicazioni territoriali sabaude di età moderna. Una ricerca tra archivio e biblioteca

Chi volesse sapere di più su questa rivista può visitare il sito

martedì 26 settembre 2006

Donne grasse



Donne grasse o grassone che dir si voglia. Oppure ciccione.
Tiro fuori dal mio taccuino di appunti, pieno più di immagini che di parole, queste due foto scattate a Cavour (TO) il 7 maggio di quest’anno durante la manifestazione Informissima2006 organizzata dalla Locanda la Posta. Grasse e felici?
Donne grasse o grassona o grassone o anche ciccione.

grassona

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sabato 23 settembre 2006

Sgarbi visita il Leoncavallo

Centro sociale Leoncavallo
Centro sociale Leoncavallo. Un graffito su pilastro semiabbattuto dalle ruspe.

Giovedì notte (lui va sempre di notte, come quando è andato a vedere gli affreschi del Canavesio a Pigna) Vittorio Sgarbi, neo assessore alla Cultura del comune di Milano ha visitato il Leoncavallo. Questo storico centro sociale milanese, da alcuni anni sotto sfratto, sembra avere i giorni contati se non si trovano soluzioni politiche in fretta. Così il noto critico d'arte ha voluto rendersi conto di persona ed è entrato alle due del mattino in uno spazio ben diverso dalle chiese cinquecentesche cui è abituato. E dopo aver ammirato i numerosi graffiti che ricoprono le pareti ha sparato: «Sono la Cappella Sistina della contemporaneità» e anche «I graffiti sono dei capolavori, tra 50 anni saranno ammirati come i quadri di Giotto». Naturalmente è scoppiata la bufera nella maggioranza che governa la città.

Alcuni link sulla questione
1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6

Ne approfitto per pubblicare la facciata del vecchio Leoncavallo, quello appunto che era in via Leoncavallo 22, abbattuto dalle ruspe dell'amministrazione socialista del sindaco Pillitteri il 16 agosto del 1989.


La facciata del centro sociale Leoncavallo
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Nota quasi inutile - Tutte le foto di questo blog, se non diversamente indicato, sono mie.

venerdì 22 settembre 2006

Pubblicità sul duomo di Milano


Dopo infinite discussioni e vinte le numerose e interessate resistenze, piazza Duomo di Milano è stata ripulita da tutte le insegne pubblicitarie che a cominciare dagli anni Cinquanta avevano trasformato quello spazio sobrio ed elegante in un luna park. L'altro giorno sono passato di lì e sono rimasto esterrefatto. Sulla facciata e su una parete laterale campeggiavano degli enormi tabelloni pubblicitari. Non era réclame su pellegrinaggi in Terrasanta o Lourdes, no, erano una banca, Banca Intesa, e una finanziara, Agos, che presta soldi a tassi altissimi. Le uniche, abnormi pubblicità erano queste qui. Non ho da fare commenti, fateli voi.

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Dopo l'11 settembre feci uscire una Gazzetta dove, in maniera provocatoria, affiancavo due immagini. Una era la pubblicità che la diffusissima rivista cattolica Famiglia Cristiana faceva in quei giorni sulle pareti delle grandi città (manifesti 6x3 metri) e sulle pagine dei giornali. Se qualcuno vuole vedere quel numero è qui (formato pdf, 172 Kb).

venerdì 15 settembre 2006

Maledetti rifiuti

Petizione contro la creazione di un centro di stoccaggio di rifiuti non trattabili a Piena Alta

Nel Comune di Breil sur Roya, località Piena Alta, nel territorio compreso tra Colle Paola ed il vallone di Scuisse verrà creato un centro di stoccaggio di rifiuti non riciclabili.

Gli abitanti di Piena Alta, Sospel, Castillon, dei Comuni italiani limitrofi e dei Comuni, italiani e francesi, che attingono acqua potabile dal bacino del Roya, sono interessati da questa iniziativa, altamente dannosa per:
l’inquinamento dell’aria e delle sorgenti e l’impatto visivo e sonoro;
il traffico stradale, paralizzato dal transito di pesanti camion.

Questo sito è dichiarato Zona Naturale di Interesse Ecologico Floristico e Faunistico (ZNIEFF bacino del Roya).

La sicurezza e la salute, prima ancora che la tranquillità, sono le caratteristiche che permettono ai residenti di continuare a vivere in questi luoghi.

Per contrastare questo progetto il comune di Olivetta San Michele ha organizzato una raccolta di firme. Il modulo (formato pdf, 72Kb) potete scaricarlo qui e recapirtalo con le firme allo studio dell'avvocato Mazzola, via Cavour 43, Ventimiglia.
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Il comune di Perinaldo mi ha mandato questa mail che non esito a rendere pubblica.
"Il Comune di Perinaldo è solidale col Comune di Olivetta San Michele
a difesa dell'ambiente e del territorio."

mercoledì 13 settembre 2006

L'Ultima Cena del Canavesio e il "Codice da Vinci"

Ultima cena CanavesioIl 26 agosto mi sono recato a La Brigue in val Roja per visitare il Santuario di Notre Dame de Fontaines. C'ero già stato molti anni prima, intruppato in una gita collettiva assieme ai miei genitori, ma poco o niente ricordavo di quella lontana escursione.

La chiesa all'esterno non ha niente di speciale, anzi ha un'aria un po' dimessa, ma oltrepassata la soglia comincia l'incanto davanti alle figure che Giovanni Canavesio affrescò più di cinquecento anni fa.

Mi soffermo a parlare solo dell'Ultima Cena (è quella che vedete nelle foto). E in particolare della figura in braccio a Gesù Cristo. Donna? Per me sì. E quindi la Maddalena che Dan Brown nel suo “Codice da Vinci” la dà come sposa di Gesù. Così non ho fatto altro che inviargli un ingrandimento dell'immagine con due righe di spiegazione. Se mi risponderà vi farò sapere.

Forse qualcuno potrà obiettare che di questo “Codice da Vinci” non se ne può proprio più. Non ha tutti i torti, con il tormentone invadente, tra romanzo e film, che se n'è fatto. Ma se puo servire a far conoscere i tesori d'arte che abbiamo nella nostra terra di Liguria cerchiamo di pazientare.
Ultima cena Canavesio






























AGGIUNTA
Convento di Taggia - Ci sono dipinti del Canavesio (1478) e decorazioni di Giovanni Donato da Montorfano (attorno al 1480).
Santa Maria delle Grazie, Milano - Nel 1495, mentre Donato Montorfano sta ultimando la Crocifissione nel Refettorio, Leonardo riceve l'incarico da Ludovico il Moro di decorare la parete di fronte con l'Ultima Cena. Canavesio e Donato di Montarfano si conoscevano. Si conoscevano forse Canavesio e Leonardo, ed è possibile che Leonardo avesse visto l'Ultima Cena del Canavesio?
Questo post è rimbalzato su MentelocaleArticolo uscito su LA STAMPA giovedì 14 settembre
Invia a Dan Brown l’ultima cena del Canavesio

Un caso «Codice Da Vinci» in Valle Roja? A sollevare la questione è un «blog», una pagina Internet personalizzata, gestita da un appassionato del Ponente che si chiama Alberto Cane. La scorsa estate Cane ha visitato il Santuario di «Notre Dame des Fontaines» a La Brigue, la vecchia italiana Briga, e ha notato come un quadro dell’ultima cena di Gesù rappresentato dal celebre pittore Canavesio veda il Cristo abbracciare una figura che ad un attento esame sembrerebbe essere quella di una donna, in linea quindi con le teorie che hanno portato lo scrittore statunitense a cimentarsi con il suo romanzo diventato un successo planetario. Chi è interessato alla questione può cimentarsi con un giudizio personalizzato visitando il sito http://albertocane.blogspot. com. Oltre alle foto dell’opera scattate da Cane un link invita il visitatore a conoscere qualcosa di più del santuario di La Brigue ai piedi del passo di Collardente, in piene Alpi Marittime.
Giulio GavinoMetto in evidenza questo link segnalatomi da Diego Cuoghi di cui potete vedere il commento.


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Come vedete posto dopo un lunghissimo silenzio. D'ora in avanti mi riprometto di essere più attivo e quindi, se vi va, venite a trovarmi ogni tanto. Segnatevi l'url.

martedì 21 marzo 2006

Val Nervia, ingegneri incapaci (1)

Rimetto in evidenza un post precedente perché la vicenda è in evoluzione e pubblico qui di seguito un commento che ho ricevuto

"volevo sapere come mai si sta riscavando sulla strada , c'è chi dice che si sono dimenticati di mettere il tubo in quel tratto. Secondo me quando il fiume si è portato via il tubo si è riempito di detriti e ora lo stanno svuotando, complimenti alla direzione lavori! l'asfalto era troppo bello per stare intatto, è proprio vero fare e disfare è tutto lavorare! salve a tutti"

Staremo a vedere nei prossimi giorni.

lunedì 6 marzo 2006

Sito accessibile

Ieri ho presentato a Pigna (IM) il sito del Comune di cui sono il webmaster. E' stato costruito secondo le norme dell'accessibilità. Se volete dargli un'occhiata è qui
www.comune.pigna.im.it

lunedì 30 gennaio 2006

La muraglia ligure


Si è svolto a Genova, il 21 e 22, un seminario internazionale, pardon, workshop che fa più cool, su “I terrazzamenti, risorse del territorio”. Traduzione, si è parlato delle nostre “fasce”. Sono intervenuti i capataz della Regione e poi professori universitari e poi ancora esperti stranieri, e per forza, altrimenti che roba internazionale era? Hanno discusso sul come fare per arrestare il degrado dei muretti a secco che se ne stanno andando. Costruiti nei secoli con le mani e le unghie dai nostri antenati più che della vecchiaia risentono dell’abbandono delle colture tradizionali e del conseguente degrado del fragile territorio, da sempre, come tutte le costruzioni umane, in precario equilibrio. Io non c’ero ma immagino senza sforzare troppo la fantasia. I piani, gli studi, i progetti, i possibili finanziamenti, i coordinamenti, ancora pardon, volevo dire i network. Parole al vento come piume leggere che mai avranno la forza di muovere pietre.

Sono curioso, ma proprio curioso, di sapere se a questo consesso era stato invitato un vero esperto di queste pietre, cioè uno che i muretti li costruisce e li ripristina davvero, bestia quasi estinta per mancanza assoluta di discendenza. E in caso affermativo se gli si è dato la parola. Temo di no. Anzi ci scommetto. E allora è come aver celebrato una messa senza prete. Non valida. Nulla. Ma chi se ne frega, cosa potrà mai insegnare un povero contadino, magari anziano, a degli assessori, a degli architetti, a degli esperti, quelli di professione? Lei cosa fa nella vita? L’esperto. Tanto di cappello. E poi fra pausa caffè, pausa pranzo, buffet nel pomeriggio e poi pranzo in trattoria, come da programma, le idee vengono. Quali idee concrete siano venute lo verificheremo tra qualche anno quando il tempo sarà scaduto.


Io però una piccola idea ce l’avrei. Piccola? Mica tanto. M’è venuta pensando alle vicende di una cava di pietra pregiata in quel di Barge, in Piemonte, sull’orlo del fallimento, che rilevata da un’azienda cinese e risanata, viaggia adesso a gonfie vele. Bene. La Regione noleggi una grossa nave e le faccia fare rotta per la Cina. Laggiù imbarchi qualche migliaio di contadini della remota provincia agricola esperti da sempre nel costruire e riparare muretti e li porti qui da noi allettandoli con un radioso futuro. Ci vuole poco per la vita che fanno adesso. Una volta sbarcati a Genova li dissemini nei paesini semiabbandonati dell’entroterra dove saranno impiegati a rimettere in sesto le case fatiscenti e a restaurare con efficace maestria la “muraglia ligure”. Sto scherzando? Fate voi.


L’argomento mi interessa. Avremo modo di parlarne ancora.

L'ho già detto ma lo ripeto. Se per caso dovesse rispondere il rappresentante di qualche ente pubblico deve usare la mail che si vede nella parte destra della schermata dove c'è scritto "la mia mail", perchè adoperando i commenti Dio si può spacciare per il Diavolo e viceversa.

venerdì 27 gennaio 2006

lunedì 9 gennaio 2006

Commenti fuori tema

Vedo che ci sono commenti anonimi, magari interessanti, ma fuori posto, dove è difficile che qualcuno li veda. Se pazientate un po' sto rimettendo in piedi il mio sito terraligure.it e lì inserirò un forum dove potrete dire tutto quello che volete.